C’era una volta Facebook

Le tante novità hanno snaturato la vera identità di Facebook.

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C’era una volta Facebook…non è l’ incipit di una favola per bambini, ma il ricordo di un social network nato con lo scopo di far interagire tra loro gli utenti della rete(in realtà le prime interazioni erano tra studenti universitari) e trasformato con il tempo in una “macchina da guerra” per l’ attuazione di politiche di marketing e comunicazione digitale.

In questi ultimi mesi, gli utenti del web hanno dovuto far fronte ai repentini cambiamenti del social network più famoso ed utilizzato al mondo e tra le novità più importanti introdotte da Mark Zurkerberg ne troviamo due che hanno snaturato il ruolo dello stesso social:

1)Riproduzione automatica dei video virali. L’ idea di far avviare un video virale su Facebook senza cliccare il tasto play, può sembrare carina e molto intuitiva soprattutto per le imprese che investono bei soldoni in campagne di comunicazioni di questo tipo.

Ma gli utenti sono contenti di questa “ennesima” novità?

Sinceramente NO, in quanto ho sentito moltissime lamentele in merito alla riproduzione automatica dei video virali poiché oltre a rallentare la connessione(in Italia abbiamo la connessione più lenta d’ Europa)i video consumano anche una buona quantità di dati per chi ha un’offerta internet limitata(in termini di GB).

Il problema potrebbe accentuarsi ancora di più con l’ introduzione nei prossimi mesi degli spot pubblicitari che sono mal visti dalla maggior parte degli utenti(fortissime lamentele si sono registrate anche per Youtube).

2)La sponsorizzazione delle pagine. L’ altra grande novità riguarda la nuova gestione delle pagine ufficiali o delle fan page su Facebook. Questa novità appare sicuramente molto più propositiva per chi utilizza il social per lavoro, ma se da un lato ogni impresa potrà generare contenuti di qualità rivolti ad uno specifico gruppo(content marketing), dall’ altro lato le stesse imprese non potrebbero raggiungere gli obiettivi prefissati. 

Infatti la nuova politica imprenditoriale di Facebook è orientata all’ eliminazione dal mercato  di tutte quelle imprese a “ricavo” 0, ossia tutte quelle aziende di piccole o piccolissime dimensioni che non avendo enormi budget adoperano il social solo ed esclusivamente in modo gratuito.

Dunque con la sponsorizzazione delle pagine ufficiali e non, le imprese “saranno costrette”a investire somme di denaro adeguate per dare visibilità ai propri contenuti(e le teorie del content marketing?) e pertanto chi non avrà a disposizione un budget sufficiente per attuare le proprie strategie di social media marketing rischierebbe di “scomparire” dal mercato virtuale in poco tempo.

Questa nuova politica di Facebook, imposta da Mark, ha snaturato la funzione sociale dello stesso social, e nel medio-lungo termine ciò si potrebbe tradurre in una riduzione drastica delle iscrizioni e del numero di interazioni tra singoli utenti. 

Con un calo degli iscritti e delle stesse interazioni, Facebook sarà sempre un social o diventerà una piattaforma commerciale? Voi cosa ne pensate?

                                                                                                                           

                                                                                                                             

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

4 thoughts on “C’era una volta Facebook”

  1. Io non ho una pagina Facebook, ma talvolta mi capita di andarci per guardare i profili delle persone che ho perso di vista.
    A questo proposito, ti dirò che mi ferisce particolarmente quando guardo le loro foto e mi accorgo che non solo non conosco le persone con cui loro si sono fatti fotografare, ma neanche quelle che cliccano “Mi piace”, nemmeno quelle che commentano… quando succede questo allora vuol dire che l’ intera vita sociale e affettiva di quella persona é diventata un mondo estraneo per te. Ti senti terribilmente escluso.
    Una sensazione simile l’ ho provata l’ anno scorso, quando ho guardato il profilo Facebook del mio storico compagno di banco del liceo. Ha postato delle foto di lui ad Oslo: pensavo ci fosse andato in vacanza, invece leggo i commenti e cosa scopro? Che ci sta facendo l’ Erasmus… soltanto pochi anni fa lui mi diceva anche cos’ aveva mangiato per colazione, e adesso anche una novità gigantesca come questa l’ ho scoperta per puro caso e per di più via Facebook…
    Altro lato negativo di Facebook: diminuisce gli argomenti di conversazione. In che senso? Cerco di spiegarlo.
    Prima di Facebook, quando cominciavi a conoscere una persona tu di essa conoscevi solo poche informazioni fondamentali (nome, cognome, età eccetera), e di conseguenza lei per te era un territorio inesplorato, un libro ancora da leggere, un mondo sconosciuto. Lo stesso valeva per l’ altra persona, e quindi avevate mille cose di cui poter parlare: film preferiti, libri, musica eccetera.
    Facebook ha ucciso tutto questo, perché adesso, quando 2 persone iniziano a conoscersi, questi dettagli li scoprono “scavando” nei rispettivi profili Facebook, non parlandone a voce. Così, quando queste due persone avviano una conversazione, non possono più tirar fuori delle domande per rompere il ghiaccio del tipo “che film ti piacciono” o “che musica ascolti”. E se anche le tirano fuori e cominciano a parlarne, l’ uno sa già cosa risponderà l’ altro, e quindi non c’é più l’ effetto sorpresa.
    Facebook ha eliminato quella che gli inglesi chiamano “small talk”, la conversazione su argomenti di poca importanza che serve a creare un’ atmosfera rilassata tra 2 persone.

    Liked by 1 persona

  2. Il tuo commento descrive un malessere che sto percependo in tutti. Molti si stanno stufando di Facebook perchè oltre a limitare la privacy, sta modificando anche i rapporti tra gli stessi utenti.

    Mi piace

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