I vertici della Moncler dovranno utilizzare una tattica difensivista o di attacco?

La Moncler ha visto crollare la propria reputazione per colpa del servizio giornalistico di Report. Che tattica dovrà utilizzare per difendersi?

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“Riconoscere i propri errori è un atto coraggioso e di immensa professionalità che consente di salvaguardare la propria immagine e reputazione”.

È un pensiero che tutti gli imprenditori dovrebbero custodirlo gelosamente e che dovrebbero rispolveralo qualora si innalzassero venti di crisi. Questi venti freddi e gelidi hanno assalito nelle ultime ore i vertici della Moncler che per tutelarsi hanno “indossato” l’ abito del silenzio.

L’ azienda produttrice di giubbotti in piuma d’ oca è stata “vittima” del servizio giornalistico di Report,trasmissione giornalistica di Raitre. Il programma condotto dalla Gabanelli ha accusato,con prove ben documentate,l’ impresa di origine francese di utilizzare piume provenienti da allevamenti non a norma ovvero di impiegare materiali di scarso valore nei processi di produzione.

L’ azienda per ora si è tutelata con il seguente messaggio pubblicato sul sito aziendale:

“Moncler utilizza solo piuma acquistata da fornitori obbligati contrattualmente a garantire il rispetto dei principi a tutela degli animali.”

Non voglio entrare nel merito della polemica ma per me gli errori sono imputabili sia Moncler che a Report.

Se le accuse fossero confermate, l’ impresa si mostrerebbe incapace di coniugare le istanze economiche, ambientali e sociali, ovvero sarebbe un’ azienda non sostenibile.

La sostenibilità è data dalla capacità dell’ organizzazione di ridurre al minimo l’ impatto ambientale dei processi di produzione(nel caso specifico di tutelare la vita degli animali nell’ allevamento)ovvero di rispettare il proprio target di riferimento(Moncler non può utilizzare materie di scarsa qualità).

Anche il programma Report ha “toppato”per il sottoscritto. Infatti il servizio è stato strumentalizzato per dar vita ad una campagna di boicottaggio dei prodotti transalpini. I giornalisti dimenticano le regole economiche derivanti dalla globalizzazione. Si produce con costi contenuti e si vende a costi elevati. È la legge della massimizzazione del profitto attuata con successo non solo dall’ impresa “vittima” del servizio ma anche da multinazionali di successo(non elencherò i nomi per evitare stupidissime polemiche).

Quindi ora la Moncler dovrà gestire una crisi aziendale di ampio raggio e non sarà affatto semplice recuperare credibilità sul mercato. I vertici e i comunicatori aziendali dovranno scegliere tra l’ adozione di una posizione difensivista o di attacco se le accuse venissero meno. Io sceglierei una via di mezzo. Nei momenti di crisi il primo imperativo è far sorridere il proprio interlocutore per questo adotterei una comunicazione centrata sull’ ironia per purificare l’ immagine aziendale.

E tu che tattica adotteresti?

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

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