Breve analisi di #VeryBello, il progetto della discordia.

#VERYBELLOLa mela della discordia del

Quando due o più persone hanno opinioni differenti, si può parlare di pareri discordanti.

La discordia è un concetto che trova le sue origini nella mitologia greca, quando la famosissima mela, contesa da Era, Afrodite ed Atena, generò dibattiti contrastanti su chi fosse la divinità più bella presente alle nozze del re Peleo.

A distanza di millenni la rappresentazione mitologica si è riproposta con una rivisitazione dei protagonisti del mito più famoso al mondo e delle discussioni inerenti all’ oggetto della discordia.

Infatti sabato 24 gennaio, il ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini ha “presentato” dal proprio account di Twitter il progetto Very Bello(la mela)che includerà una serie di eventi da sponsorizzare per l’ Expo 2015 e allo stesso tempo rappresenterà l’ Italia nel mondo.

Il progetto è stato aspramente criticato per un layout poco dinamico, per l’ assenza di testi in lingua inglese e per l’ hashtag adoperato(la bellezza).

Per tali ragioni proverò ad esprimere la mia opinione senza schierarmi apertamente per uno dei due gruppi e tenendo conto dell’ arbitrarietà del pensiero umano.

#Layout poco dinamico.

Il primo elemento di discordia è il layout. I colori scelti per la piattaforma sono il bianco, il grigio e il violetto. Sono tonalità cromatiche gradevoli e piacevoli da guardare e anche il menu a tendina è di facile utilizzo. Vivendo in una Nazione poco digitalizzata e con un’ amministrazione pubblica ancora legata ai vecchi modelli cartacei, Very Bello rappresenta un punto di svolta per il processo di digitalizzazione promosso dalle autorità governative.

#Assenza di testi in lingua inglese.

È una polemica che non avrà mai un vincitore. Se da un lato la globalizzazione e la planetarietà dell’ Expo ci impongono l’ utilizzo di lingue diverse dall’ italiano per presentare qualsiasi progetto e/o evento, dall’ altro lato la scelta di adoperare soltanto testi in lingua italiana può rappresentare il desiderio di IMPORRE la cultura italiana nel mondo. Non dimentichiamoci che le proprie radici non devono essere mai cancellate o rinnegate per un’ omologazione culturale figlia della globalizzazione.

#Hashtag Very Bello.

Però le polemiche e le battute ironiche si sono soffermate soprattutto sull’ hashtag #verybello. Migliaia di tweet al “pepe” per ridicolizzare e/o polemizzare ciò che ci rappresenterà nel mondo. La mentalità italiana di distruggere tutto ciò che è utile per il nostro Paese è emersa per l’ ennesima volta. Si è insinuato che il nome fosse identico a Very Bella(ma si può mai paragonare un progetto ad un gioco per bambini?), che il nome fosse brutto, che fosse poco originale o che fosse poco rappresentativo.

Al di là se un nome fosse bello o meno,come con le persone, la valutazione deve essere fatta per la sua sostanza. Il progetto ha la finalità di valorizzare il territorio italiano da nord a sud, senza nessuna distinzione(cosa rara per noi) e in questo momento delicatissimo per il nostro Paese sia in termini di occupazione che in ambito economico, ciò rappresenta un trampolino di lancio per rivalutare il nostro operato.

Per questo che il mito del terzo millennio non avrà mai un vero vincitore fino a quando la mela non sarà colorata di VERDE, BIANCO E ROSSO.

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Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

2 thoughts on “Breve analisi di #VeryBello, il progetto della discordia.”

    1. La petizione è davvero simpaticissima, ma sarà accolta dagli alieni? :-). Per quanto riguarda il progetto, avendo vissuto delle piccole esperienze nella pubblica amministrazione posso affermare che con Very Bello abbiamo fatto passi da gigante in termini di digitalizzazione, ma naturalmente questo non significa sedersi sugli allori ma iniziare da qui per migliorarsi.

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