Su Linkedin i gruppi sono morti. Firmato Pulse.

Linkedin Pulse,piattaforma di microblogging,ha sancito la morte dei gruppi.

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I gruppi sono morti

Linkedin è il social network dedicato al mondo del lavoro che si è affermato tra i professionisti dopo alcuni anni di “anonimato”.

Con la crisi economica che ha modificato le prassi lavorative nei paesi più industrializzati al mondo, questo social è diventato sia uno spazio virtuale ideale per valorizzare le propria carriera professionale, sia un luogo di interazione sociale mediante il quale è possibile interagire con tutti i professionisti iscritti alla piattaforma di origine americana.

La mia iscrizione a Linkedin risale circa ad un anno e mezzo fa, quando ho iniziato la mia carriera professionale anche nel mondo dei socia media. Ricordo perfettamente, come fosse oggi, le difficoltà iniziali a muovere i miei primi passi su questo social, poiché Linkedin, a differenza di altri network, non è di semplice intuizione ma si regge sull’ esperienza digitale.

Dopo aver completato l’ iscrizione con l’ inserimento minuzioso di ogni mio dato, ho ritenuto opportuno partecipare attivamente a tutti quei gruppi che discutevano di marketing e di comunicazione 3.0 per apprendere le dinamiche di interazione sociale che caratterizzavano questo spazio virtuale.

È proprio li che ho conosciuto i primi professionisti del settore, è proprio li che ho captato le potenzialità del blog, è proprio li che ho misurato le mie competenze, è proprio li che ho compreso le funzioni di Linkedin. È li che mi sono formato.

Infatti i gruppi avevano e hanno tuttora una funzione formativa di assoluta vitalità per chi vuole migliorarsi giorno dopo giorno. Il mio livello di interazione si era ridotto con il tempo a causa dei molteplici impegni lavorativi, ma spesso seguivo con occhi indiscreti lo sviluppo delle discussioni anche grazie al supporto delle notifiche via e-mail.

Ma in queste ultime settimane avevo riscontrato una riduzione drastica del numero di notifiche che mi aveva fatto ipotizzare un calo sensibile delle interazioni nei gruppi di mio interesse.

Per tali ragione ho effettuato una breve analisi che mi ha confermato le mie sensazioni.

I gruppi sono “morti”.

Infatti questi spazi virtuali che ospitavano un insieme di professionisti che condividevano i propri interessi con un’ unica finalità, quella di migliorarsi, sono diventati deserti digitali abbandonati a se stessi.

Il “decesso” dei gruppi è coinciso con l’ esplosione di Linkedin Pulse. Infatti nel momento in cui la piattaforma di micro-blogging e diventata accessibile alla totalità degli utenti, gli stessi si sono allontanati dai gruppi per dedicarsi al personal branding.

Se da un lato questa scelta può rappresentare un’ opportunità per la propria carriera lavorativa, dall’ altro lato una decisione così drastica può limitare il processo di crescita professionale.

Abbandonare un progetto senza giungere ad una conclusione, giusta o sbagliata che sia, può incidere negativamente sulla propria reputazione digitale(approfondisci la web reputation). Inoltre poiché Linkedin è un curriculum vitae accessibile alle aziende, rinunciare improvvisamente alla propria creatura rappresenterebbe un handicap anche per future collaborazioni.

Visto che le potenzialità di Pulse non sono state ancora captate(non è una vetrina promozionale!!)forse è più opportuno integrare i due strumenti per sfruttare nella sua totalità Linkedin e la sua visibilità.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

20 thoughts on “Su Linkedin i gruppi sono morti. Firmato Pulse.”

  1. Ma io sono l’unico che ancora non ha accesso a linkedin pulse?? :-/

    Comunque Linkedin, almeno secondo me, non è mai decollato bene come invece succede in america, ci sono ancora molti profili compilati male o utilizzati come si utilizza un profilo su Facebook. Forse l’unica cosa che funzionava abbastanza bene su Linkedin (in Italia) erano proprio i gruppi

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    1. Concordo con la tua esamina, i gruppi erano e forse sono tuttora il miglior strumento per apprendere, mentre i profili sono gestiti male(l’ altro giorno un utente ha postato la foto di una discoteca!!).
      Per quanto riguarda Pulse anche io non l’utilizzo, ma è tra i miei progetti per le sue potenzialità ancora inespresse. Però finchè verrà usato come propaganda pubblicitaria, resta un progetto in cantiere.

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      1. Anche l’utilizzo di Linkedin pulse non mi piace, la maggior parte delle volte viene usato come un ulteriore modo di “spammare” i contenuti del proprio blog. Invece dovrebbe essere utilizzato come qualcosa in più, qualcosa per dare più contenuti a propri lettori.

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      2. Ecco bravo la penso come te. Pulse è stato ideato per discutere di lavoro e per lanciare nuove idee imprenditoriali che potessero creare dibattiti e magari collaborazioni professionali. Ma come hai affermato egregiamente è usato esclusivamente come vetrina espositiva al proprio blog.

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  2. Carissimi, condivido la vostra opinione su come dovrebbe essere utilizzato Pulse. Però, non penso che i gruppi siano morti. Forse, sono un po’ stanchini.

    Detto ciò, a mio avviso, non si possono paragonare Linkedin USA e Linkedin Italia a causa delle differenze culturali tra i nostri paesi.

    Negli USA c’è un mercato del lavoro molto dinamico, mentre da noi è più ingessato. Laggiù vige la meritocrazia e se come imprenditore sei fallito qualche volta vieni apprezzato, poiché ciò significa che ti sei buttato nella mischia ed hai imparato come non far fallire le tue successive iniziative. Da noi, invece, vige la raccomandazione e chi fallisce è visto come un appestato.

    Viste tutte queste premesse ed altre che non sto a citare, se no il discorso si fa troppo lungo, era logico aspettarsi che da noi Linkedin prendesse una piega diversa.

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    1. Caro Federico la tua esamina sul mondo del lavoro è perfetta e credo che tra i due Paesi ci sia un abisso culturale quasi incolmabile, ma è anche giusto che la situazione cambi per il nostro bene e per quello delle future generazioni. Abbiamo uno strumento potentissimo come internet ed è giunta l’ ora di utilizzarlo al meglio per divulgare le nostre idee e/o proposte. Penso anche che queste interazioni potrebbero rappresentare la scintilla ideale per dar vita ad una nuova era.

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      1. Caro Angelo. Internet sarà il grimaldello con cui questo sistema oramai alla frutta verrà scardinato. E’ già successo in politica e penso che presto avverrà anche nel settore del lavoro.

        Siamo in una fase di transizione dal vecchio modello di business a quello di business creativo in cui i lavori come i nostri saranno preminenti nella società ed affiancheranno i lavori tradizionali portandoli ad un nuovo livello.

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  3. Speriamo davvero che sia cosi. Questa Nazione ha bisogno di gente creativa e soprattutto qualificata che possa rivoluzionare in senso positivo le abitudini lavorative di tutti noi. Per me flessibilità e dinamismo sono due concetti che possono e devono fare la differenza nelle civiltà più avanzate.

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    1. Ciao Loris se vuoi iscriverti a Pulse devi semplicemente cambiare nelle impostazioni la lingua ufficiale perchè per la versione italiana Pulse ancora non è disponibile per tutti. Quindi se vuoi dedicarti al microblogging devi impostare la lingua inglese e da quel momento ti comparirà un’ icona(una matita)sull’ home precisamente nello spazio dedicato alla stesura di un post. Spero di esserti stato utile.

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    1. Va bene anche la lingua italiana soprattutto se il tuo target risiede nel bel Paese. L’ importante è parlare di contenuti attinenti al mondo del lavoro perché alcuni anzi molti utilizzano Pulse solo per pubblicizzare il proprio blog e questo non va assolutamente bene.

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      1. Concordo, la scelta della lingua dipende dal target a cui ti vuoi riferire. Certo con l’inglese hai possibilità di raggiungere un maggior numero di persone.

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