“Gnocche” che ti invitano all’ Expo. Un altro social epic fail di questa manifestazione?

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Tutto è iniziato circa quindici giorni fa quando stavo twittando alcuni contenuti dal mio account personale. Tra un’ interazione e un’ altra mi arrivò una notifica da parte di Twitter che mi segnalava un nuovo follower.

Il nuovo seguace era una donna italiana e già questo mi aveva incuriosito molto, ma i suoi lineamenti estetici erano troppo “perfetti” e si avvicinavano tremendamente ai classici canoni della bellezza mediterranea.

Non potevo “assolutamente” ignorarla e per questo decisi di leggere la sua biografia per avere maggiori informazioni. Dopo una rapida lettura mi accorsi che c’ era un link esterno che rimandava a Facebook ed essendo sempre più incuriosito da questa “gnoccona” del web cliccai sul link, ma stranamente mi compariva una scritta sul monitor dove si segnalava che il profilo era corrotto. Dunque decisi di desistere dalle mie ricerche e continuai a svolgere le mie attività di routine sul web e in particolare sui social.

Dopo una decina di giorni mi arrivò una notifica via mail di un messaggio diretto su Twitter da parte di una certa Maria(nome di fantasia per tutelare la privacy).

All’ inizio non ricordavo nemmeno chi fosse questa Maria, visto che ogni giorno mi arrivano decine di messaggi da parte degli utenti, ma appena vidi la foto ricordai quel viso angelico valorizzato da un trucco perfetto.

Incredibile ma vero, la “gnoccona” del web era un influencer e lavorava, anzi lavora, per l’ Expo che si terrà nella splendida città di Milano. Infatti Maria mi invitava a seguire l’ account ufficiale della manifestazione e mi sollecitava a partecipare attivamente a tutti gli eventi che si terranno da maggio ad ottobre 2015.

Tralasciando il mio interesse verso l’ Expo, mi chiedevo e mi chiedo tuttora se questa strategia sarà davvero efficace.

Innanzitutto nella biografia di Maria non c’era nessun riferimento alla sua attività lavorativa e già questo rappresenta un handicap per la buona riuscita della strategia. Altro aspetto penalizzate è inerente ai messaggi diretti su Twitter che sono fastidiosissimi e spesso ignorati da chi li riceve, soprattutto se quelle persone non avessero interesse verso quella determinata attività.

Inoltre con tutti gli strumenti di geolocalizzazione e di targetizzazione che ci sono attualmente sui social, era proprio necessario “assodare” bellezze mozzafiato per sponsorizzare una manifestazione che è stata già contrassegnata da numerosi epic fail sotto il profilo comunicativo? E poi l’ assenza di interazione tra influencer e singolo utente non “cozza” contro le regole del social media marketing? Aspetto la vostra opinione in merito.

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Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

10 thoughts on ““Gnocche” che ti invitano all’ Expo. Un altro social epic fail di questa manifestazione?”

      1. Ennesima occasione persa per rilanciare questo Paese. Abbiamo fallito sia sotto il profilo organizzativo che sotto il profilo comunicativo. È sufficiente soffermarsi sui numerosi strafalcioni compiuti in questi mesi per rendersi conto che siamo davvero una Nazione da serie B.

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  1. Carissimi,

    che dire!

    Non mi stupisco che per promuovere l’Expo utilizzino strategie tipiche degli anni ’80 stile Drive In (allora, ero alle medie ed adoravo questo programma che aveva rotto tutti gli schemi dell’epoca), poiché i personaggi posti ai vertici di tutti questi grossi eventi non son certo giovani di primo pelo 🙂 .

    Finché non ci si affiderà a persone dai 50 anni in giù per gestire e promuovere i grandi eventi difficilmente vedremo cose nuove. Non vi pare?

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    1. Caro Federico la tua analisi non fa una piega. Purtroppo viviamo in un Paese dove e` difficilissimo proporre nuove idee o imporre il proprio stile. Dunque l’ esperienza e la maturità di un professionista devono condurre lo stesso a sviluppare strategie intelligenti,ma in questo caso l’azione posta in essere e` davvero scandalosa.

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