Klout ormai è un social, ma ecco i problemi che “minano” la credibilità di questo strumento.

Klout,piattaforma per scovare influencer,è un social network a tutti gli effetti. Ma quali sono i problemi che minano la credibilità di questa piattaforma?

Advertisements

and style-min

In ambito comunicativo il passaggio dal marketing tradizionale a quello digitale ha rappresentato un punto di svolta per le imprese e per i propri amministratori in quanto le più grandi realtà imprenditoriali del momento sono state in grado di sviluppare campagne di comunicazione di tipo virale avvalendosi della collaborazione degli influencer.

Il termine influencer designa tutti quei utenti “digitali” che attraverso la diffusione di contenuti di qualità sono stati in grado di assumere una posizione di leadership in una data comunità(virtuale n.d.r.)

Il ruolo di questa nuova figura professionale è esploso definitivamente con la rapida diffusione dei social network che hanno consentito a tutti noi di essere produttori di contenuti rilevanti per un gruppo di internauti.

È proprio per questo che oggigiorno “siamo tutti influencer” in quanto ognuno di noi ha la capacità di condizionare le scelte di selezione e di acquisto di un determinato prodotto e/o servizio.

Per scovare un influencer è sufficiente adoperare uno o più piattaforme specifiche che sono state progettate esclusivamente per individuare tutti quegli utenti che hanno un grado di influenza maggiore rispetto ai propri colleghi, semplificando cosi le fasi di ricerca poste in essere dallo staff delle risorse umane.

Tra questi tool c’ è sicuramente Klout. Per spiegare cosa è Klout mi avvalgo anche questa volta della definizione di Wikipedia.

Klout è un servizio di social networking che offre analisi statistiche personalizzate sui social media. In particolare, stima l’influenza degli utenti attraverso il Klout score (da 0 a 100) ottenuto dal grado di interazione nei profili utente di siti di social networking, tra cui TwitterFacebookGoogle+Linkedin Foursquare. Questa influenza è ottenuta a partire dall’ampiezza del network dell’utente, il contenuto generato, e il livello di feedback ottenuto

Recentemente Klout è stato oggetto di alcune modifiche che hanno consentito di trasformare questa piattaforma in un social network. Infatti su ogni profilo sono state elencate una serie di attività, ossia aree di influenza, che qualificano le nostre doti di influenzatori.

Fin qui bella novità se non fosse per una serie di problemi che danno poca credibilità al Klout score.

Il primo problema è quello dell’ algoritmo che governa il social, in quanto Klout effettua esclusivamente analisi quantitative e non qualitative. Dunque questo metro di giudizio premierà maggiormente tutti quegli utenti che postano contenuti “irrisori” e non tutti quei navigatori che condividono contenuti qualitativi sotto il profilo professionale.

Il secondo problema è la scelta delle aree tematiche di influenza, poiché alcune voci sono troppo lontane da ciò che svolgiamo(è capitato anche a me).

Terzo problema è quello della lingua italiana che inspiegabilmente è ancora assente sulla piattaforma nonostante in Italia ci siamo influencer di un certo livello.

Quarto ed ultimo problema è quello che “smonta” definitivamente la credibilità di Klout. Infatti il social non valuta le interazioni che avvengono su Pinterest e visto che il network delle immagini è in continua espansione e in alcuni mercati, come quello americano, ha un peso notevolissimo per imprese e liberi professionisti tutto ciò rappresenta un vero handicap per chi ottiene buoni risultati su questo social.

Ma perché Pinterest è ancora escluso dalla lista di social che vengono analizzati da Klout?Fino ad ora ci sono state diverse teorie comunicative e “markettare”, ma io ne ho una tutta mia.

Visto che Klout valuta Instagram e che quest’ ultimo è in diretta concorrenza con Pinterest per lo scettro di social delle immagini, la “bocciatura” ha il sapore di tatticismo ovvero l’ esclusione è voluta dai vertici di Facebook per scoraggiare gli influencer ad utilizzare Pinterest.

Conoscendo” Mark e la sua mente, nulla mi meraviglia e la battaglia digitale continua senza sosta.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

2 thoughts on “Klout ormai è un social, ma ecco i problemi che “minano” la credibilità di questo strumento.”

  1. Guarda a me Klout ha detto che sono influencer in Web Design (argomento mai trattato) e in Italia (solo perché vivo in Italia?).

    Questa cosa di Pinterest l’ho notata anche io, però forse la scelta è dovuta dal fatto che attualmente Instagram è più usato rispetto a Pinterest.

    Liked by 1 persona

    1. Sulle competenze Klout ha sbagliato completamente alcune aree tematiche non solo a noi due ma anche ad altri professionisti del web. Per quanto riguarda Pinterest, l’ esclusione ha del clamoroso e falsifica in parte il punteggio di influenza. Io ad esempio non sono popolarissimo su Pinterest ma ho pur sempre 200 follower (più di Google Plus) con una buona interazione. Ma prendiamo l’ esempio di Cinzia Di Martino che ha un numero di seguaci impressionante, in tal caso l’ assenza di analisi pregiudica l’ influenza della bravissima stratega.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...