Lavorare gratis?Si perderebbe la dignità come ai tempi di Primo Levi.

Far lavorare gratis le persone non è solo poco professionale ma anche eticamente e moralmente scorretto.

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In Italia, la campagna mediatica per favorire il lavoro gratuito è iniziata già da un po’ di tempo ma in questi ultimi mesi i consensi per questa becera proposta sono aumentati a dismisura a tal punto che il lavoro gratuito è diventato oggetto di riflessione da parte degli esperti del settore.

Le osservazioni, divulgate sui principali media, hanno generato una netta spaccatura tra chi avvalla questa proposta e chi la rifiuta a priori. Infatti se da un lato un’ esperienza di lavoro, può arricchirti culturalmente e professionalmente, dall’ altro lato la stessa prestazione richiede un compenso pari al valore dell’ attività eseguita.

Tutti i Ministri o le celebrità dello spettacolo che hanno inneggiato, in questi anni, alle prestazioni non retribuite hanno dimenticato che il lavoro non è un dovere ma un diritto costituzionale che va a plasmare la dignità dell’ Uomo. Quando si parla di dignità si fa riferimento a quel complesso di valori che costituiscono la rispettabilità di un individuo.

Lavorando gratis, l’ Uomo perderebbe la propria dignità, il rispetto verso se stesso e forse anche verso i suoi simili che diventerebbero eleganti “sfruttatori”. No, questo non può succedere, l’ Uomo non può privarsi della propria dignità. È già successo una volta, ai tempi del Nazismo e del Fascismo, quando un’ “etnia” calpestò la dignità di milioni di persone. Quando Primo Levi scrisse “Se questo è un uomo”, denunciò proprio questo sopruso e a distanza di anni, con le dovute proporzioni, l’ atto di denuncia è più vivo che mai.

Ogniqualvolta si elogia il lavoro gratuito dobbiamo riflettere su queste affermazioni in quanto i corsi e ricorsi storici machiavelliani possono catapultarci a un secolo fa, quando la dignità era calpestata nei campi di concentramento. Oggi essa viene mortificata in luoghi più confortevoli e forse in modo più silenzioso ma è pur sempre umiliata.

Questo non significa che la gavetta non sia utile o che vada abolita, ma l’ esperienza deve essere retribuita o almeno deve essere “ricompensata” con un rimborso spese adeguato. Infatti quando Jovanotti loda la gavetta senza retribuzione, quest’ ultimo e tutti gli altri fautori dell’ iniziativa dimenticano che una buona parte della popolazione italiana vive in condizioni precarie che non consentono di “cazzeggiare” lavorando. Il pane si porta a casa solo con i soldi e non con l’esperienza, anche se quest’ ultima nel medio e lungo termine potrebbe generare nuovi profitti.

Quando le autorità governative propongono lavori gratuiti per tutti: studenti, stagisti, immigrati, disoccupati, ecc, sicuramente costoro non hanno mai letto “Se questo è un uomo” perché il rispetto per i propri simili è stato seppellito una volta e se lo facessimo una seconda volta significherebbe uccidere la dignità di milioni di innocenti che hanno solo voglia di lavorare, imparare e…guadagnare.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

23 thoughts on “Lavorare gratis?Si perderebbe la dignità come ai tempi di Primo Levi.”

  1. Perché non lo fa Jovanotti un bel concerto gratis e divulga gli incassi ai disoccupati?
    Sta gente miliardaria potrebbe farsi anche i fatti suoi. Scusa la volgarità eh, ma è come pensare di prostituirsi con il corpo di un’altra. Siamo tutti bravi così….
    Mica siamo i figli di Berlusca che possiamo fare la gavetta gratis…
    Poi ci sono anche i politici che si sciacquano la bocca dicendo frasi idiote del tipo: “gli italiani sono mammoni e vivono con i genitori” Eh beh… Ma a sti ragazzi chi li da i soldi per andare via di casa? Lo stato? Ma se non abbiamo un lavoro come ci manteniamo?
    Io convivo da 10 anni quasi ed è una grande fortuna, ma ci sono mie amiche sui 30/35 che vivono ancora con mamma perché lei o lui sono disoccupati e non ce la farebbero…
    Bah a me queste uscite di gente straricca fanno andare il sangue agli occhi.

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    1. Io sono sincero anche io vivo ancora con i miei solo perché` ciò che guadagno specialmente in agenzia non mi basta nemmeno per pagarmi le tasse dell’ auto. Inoltre spesso la gavetta si trasforma in schiavismo perché lo sfruttamento continuerà con contratti miseri o in nero. In Italia manca la cultura del lavoro.
      Detto questo sei fortunata ad aver tentato la strada della convivenza che poi per me e` sempre più bella del matrimonio.

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      1. Guarda io penso che se due persone stanno bene insieme non ci sia nessuna differenza sul firmare un pezzo di carta o meno. Se comprassi casa mi vorrei sposare, non per noi, ma per chi ci circonda. Se entrambi paghiamo una casa con sacrificio se succede qualcosa a qualcuno dei due, non voglio che terze persone possano tentare di portarne via un pezzo. Sono cose brutte da dire, ma la vita non sai mai che evenienze può metterti davanti, la moglie/marito è una cosa, il convivente rispetto ai parenti, tipo fratelli e genitori, viene dopo. La verità è che io non sono particolarmente credente, anzi proprio zero, vorrei sposarmi perché voglio il vestito, la festa e il viaggio, detto ciò almeno sono sincera. Purtroppo i soldi per il tipo di matrimonio che vorrei io non ci sono e allora preferisco stare così 😛 Guarda mio fratello ha 30 anni e vive con i miei, non potrebbe fare altrimenti, senza straordinari guadagna a stento 500€ al mese ed è pure laureato.

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      2. E per tornare al discorso matrimonio lo stesso vale per l’ospedale… Quando hanno operato Federico, lo scorso anno, ai medici ho detto che ero la moglie, se avessi detto compagna non mi avrebbero detto nulla. Questo è assurdo.

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      3. Più o meno io e tuo fratello siamo coetanei, quindi viviamo lo stesso disagio sociale. Purtroppo viviamo in una Nazione dove il diritto di famiglia e’ rimasto al 1975 e ti ho detto tutto. Comunque molte tue idee rispecchiano la mia indole, anche io non sono credente.

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      4. La cosa è che poi di questo disagio danno pure la colpa a noi giovani dicendo che siamo mammoni e non vogliamo andare via di casa… mah… Della chiesa oltre a essere poco credente mi da anche fastidio l’istituzione in se. Perché mai un credo che predica i valori spirituali deve vivere nel lusso sfrenato? Palazzi, case, ville residenze… Insomma Boh Se a Roma sono ladroni al Vaticano non sono da meno per cosa mi riguarda. Devo ancora decidere se Papa Francesco è davvero come sembra, e allora presto lo faranno “saltare in aria” o se è un progetto di marketing.

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  2. specialmente quando sei schiavizzato sfruttato malpagato o, addirittura come dite voi NON pagato, elogiare il lavoro gratuito per la gavetta e oltre è una bestemmia bella e buona. il fatto che persone della tv o dello spettacolo si schierino da quella parte è sintomo palese, come hai appena detto te Angelo, della mancanza di cultura del lavoro, specie quando pensi al tanto impegno, giovanile, indipendente, creativo e non solo, che viene sminuito e sottovalutato con frasi come ‘CHE CI VORRA’ MAI A FARLO?’ ! abbiamo ancora tanto da imparare in questa nostra Italietta, cominciamo a farlo ora altrimenti non lo faremo più

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  3. Certo…ormai il sistema non si limita a vessare le persone, adesso anche il lavoro gratuito… Poi, se si tratta di apprendistato a breve termine, ormai è una cosa acquisita, io quando ho fatto pratica l’ho fatta per anni gratuitamente per “imparare il mestiere” ma non deve diventare la regola… se voglio fare volontariato, cosa che faccio, lo scelgo di mia volontà. Sulla Chiesa ed i mali di questo Paese non mi esprimo altrimenti mi oscurano tutto….altro che cookies… 🙂

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    1. Ahahaha sulla Chiesa concordo con te troppi lati oscuri meglio lasciar perdere. Per quanto riguarda la tua attività di tirocinante, se non sbaglio avete l’ obbligo di fare tre anni di apprendistato,ti sembra giusto svolgerla gratuitamente??

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      1. Ormai non me lo ricordo più…ho fatto lo schiavo e lo yes man…sono cresciuto, mi sono messo in proprio e poi ho mandato affa…. tutto. I/le praticanti che ho avuto (pagate) mi hanno odiato perché dicevo loro di cambiare mestiere se volevano essere felici…credo di essere stato frainteso perché l’hanno presa sul personale… 😉

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  4. Scusate, ma quello che ha detto Jovanotti non è quello che giustamente state condannando. Chi scrive sta attualmente lavorando gratis. E sapete perché lo faccio? Perché mi permette di crescere e fare esperienza nel campo professionale in cui un giorno sogno di lavorare. Non sto dicendo che sia giusto, la legge non è dalla mia parte e neanche da parte di chi mi sta offrendo questa esperienza di tirocinio che, essendo ordinistico,per legge non può essere retribuito. Credo, come ho scritto anche nel mio ultimo pezzo, che il senso di cosa volesse dire Jovanotti sia racchiuso nel valore che può avere la speranza che il fare qualcosa gratis sia meglio del non fare nulla gratis, la speranza che quel qualcosa porti a qualcos’altro di un po’ più grande e poi a qualcos’altro di più grande ancora, può essere l’atteggiamento giusto e propositivo per uscire dal tunnel oscuro del “vediamo di cosa posso lamentarmi oggi”. D’altronde la specie che sopravvive è quella che si adatta e facendolo magari apporta anche qualche cambiamento. È puro spirito di sopravvivenza e non di servilismo.

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    1. Il tuo intervento e’ davvero utile perché stai vivendo l’ esperienza in prima persona e ora ti pongo una domanda. Se ti dessero almeno un piccolo contributo spese non ti sentiresti più gratificato?Quindi anche la legge favorisce questo stato di precarietà con tirocini lunghissimi per conseguire l’ accesso ad una professione.

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