Come distruggere il proprio business. Adotta un Ragazzo e la sua strategia “scellerata”.

Adotta 1 ragazzo è un sito internet che consente di conoscere nuove persone. Purtroppo dopo aver raggiunto un numero considerevoli di utenti è diventato a pagamento scatenando non poche critiche.

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Ado

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Da quando ho lanciato questo blog, ho illustrato tutte quelle strategie volte a migliorare la propria attività e/o professione mentre oggi voglio raccontarvi di un Case History che racchiude in sé una delle strategie imprenditoriali più fallimentari della storia che ha distrutto, a sua volta, il business aziendale di questa società.

Il caso in questione è quello di Adotta un Ragazzo, idea “rivoluzionaria” transalpina che è stata esportata in tutto il mondo. Per chi non lo sapesse, Adotta un Ragazzo è una community digitale nata nel 2007 dove ogni donna può selezionare sugli scaffali virtuali uno o più uomini e collocarli nel carrello della spesa in modo tale da instaurare un primo approccio conoscitivo.

L’ idea è stata apprezzata a tal punto che il servizio è stato diffuso in tutto il mondo e nel 2013, Adotta un Ragazzo è diventato un vero e proprio fenomeno mediatico grazie ad una serie di spot pubblicitari trasmessi anche sui canali televisivi italiani.

Il servizio era completamente gratuito, salvo per alcune funzioni, e per questo anche io avevo effettuato la classica registrazione che mi ha permesso con il tempo di conoscere alcune fanciulle che ancora oggi sono mie amiche. Però all’ improvviso Adotta un Ragazzo perde di credibilità e viene travolto dalle critiche. Motivo? Il management aziendale aveva cambiato le regole di gestione dei profili senza darne comunicazione.

La “strategia” imposta contro il volere degli utenti, sia uomini che donne, prevedeva un blocco assoluto di ogni profilo maschile che per poter usufruire dei servizi e per riappropriarsi dei propri dati si trovava costretto a versare un sostanzioso corrispettivo.

Naturalmente la pagina Facebook di Adotta un Ragazzo ha avuto un crollo di follower senza eguali e moltissimi utenti hanno minacciato denunce legali per un’ acquisizione impropria dei dati personali. Addirittura si vocifera che dietro ad alcuni profili femminili, quei pochi ancora presenti, ci siano alcuni truffatori che chiedono il classico contatto via mail.

Oggi Adotta un Ragazzo è un vero e proprio fantasma “economico” che non ha più ragione di esistere visto che è stato abbandonato da tutti. Dunque questo Case History ci consente di delineare alcuni punti fondamentali che devono essere assolutamente rispettati affinché una strategia non diventi fallimentare.

  • Comunicare in modo tempestivo. Se ogni utente fosse stato contatto privatamente mediante un’ email e gli fosse stato illustrato le nuove linee guida del progetto, magari moltissimi utenti avrebbero abbandonato il sito ma non avrebbero citato per danni la società.

  • Non stravolgere completamente il tuo progetto. Ogni progetto viene posto in essere per raggiungere determinati obiettivi, qualora uno o più obiettivi non venissero raggiunti è possibile modificare alcuni aspetti, ma mai e dico mai ribaltare completamente un progetto.

  • I contratti vanno rispettati. Quando si sottoscrive un accordo, sia reale che virtuale, il contratto non può essere modificato e se si decidesse di rivederlo è necessario l’ accettazione di entrambe le parti.

  • I dati degli utenti devono essere protetti. Mentre il Garante prova a tutelari gli internauti dai cookie, nel mondo tantissime società giocano sui dati personali dei propri iscritti. Era proprio necessaria una normativa del genere oppure era più opportuno intervenire per difendere la legalità?

  • Un piano di eventuale crisi reputazionale deve integrare i social. Ogni azienda ha vissuto almeno una volta nella sua vita una crisi reputazionale, per questo è doveroso sviluppare un piano di gestione della crisi che includa soprattutto i social network. La debolezza di Adotta un Ragazzo è stata manifestata anche dall’ suo dei social in quanto i professionisti non sono stati in grado di contenere la furia degli utenti ma hanno accentuato lo scopo “estorsivo” dell’ iniziativa.

Valutato il caso, tu che ne pensi??

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

23 thoughts on “Come distruggere il proprio business. Adotta un Ragazzo e la sua strategia “scellerata”.”

  1. Altro che comunicare in modo tempestivo e formulare una possibile difesa nel caso di crisi reputazionale (imprevista ma sempre possibile): qui si tratta proprio di tirarsi la zappa sui piedi puntando su una politica veramente assurda. E’ immorale.
    Bravo ottima analisi; peccato perchè il modello di business era valido!!

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  2. Ottimo articolo Angelo.
    Siamo sicuri che la tecnologia sia un bene in assoluto? Credo che alla fine il progresso “indiscriminato e abusato” (tipico di noi uomini) alla lunga ci farà tornare alla preistoria. Ciao

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    1. Ciao Rosario, sai che anche io spesso penso che la tecnologia abbia “distrutto” tutto ciò che avevamo?. Non siamo stati in grado di gestirla e ora ci ritroviamo con persone dipendenti o che utilizzano questi strumenti per finalità “estorsive”. E’ forse giunto il momento di chiederci quali sono i nostri obiettivi.
      Un abbraccio, Angelo.

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      1. e anche cosa eravamo! Ma forse riprenderci il nostro tempo con le ali della semplicità e della giustizia sarebbe un primo passo. Se tutta questa pseudo scienza è sinonimo di sfruttamento e prevaricazione per non dire solitudine e alienamento, beh allora vorrei poterne farne a meno (condizionale d’obbligo, visto che che ne siamo circondati)! Abbraccio ricambiato Angelo

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  3. Interessante come tutti tuoi post…non conoscevo questo fenomeno ma così, a naso, la sua struttura mi ha lasciato intendere che avrebbe avuto un epilogo non felice. Forse è deformazione professionale, ma simili meccanismi scoprono il fianco a magagne troppo appetibili se finiscono nelle mani di gente senza scrupoli… 😉

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  4. Devo dire che mi dà molto da pensare questo modo di operare in modo da commettere errori da manuale di aziende che, data la notorietà, dovrebbero avere importanti web marketers..grazie per il case history, questo genere di articoli è quello che preferisco!

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