Non sempre gli addii sono dolorosi, vero Google Plus??

Google ha annunciato l’indipendenza di Googleplus,social network di sua proprietà. L’addio sembra preludere un abbandono della piattaforma ma in realtà può rappresentare un enorme vantaggio.

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Il “divorzio” tra Google e Google Plus per molti costituisce l’ atto conclusivo di un amore mai sbocciato ma in realtà è il primo vero gesto d’ affetto profuso dai vertici di Mountain View nei confronti del loro network.

Fino ad “ieri” per poter accedere a tutti i servizi di Google, compreso Youtube, era necessario possedere un account su Plus, mentre da ora in poi non sarà più cosi in quanto la semplice iscrizione non ha generato interesse verso questo social ma ne ha determinato l’ inesorabile “declino”.

Infatti rapportando il numero di iscritti al numero di profili realmente attivi si ricava una delle percentuali più impietose della recente storia del social media marketing.

Dunque il mercato digitale ha bocciato questa scelta strategica e per questo che il management ha dovuto rivedere i piani strategici che “sostengono” Plus.

A differenza degli altri social, Google Plus in questo momento non è né carne né pesce poiché manca di una vera identità di specializzazione.

Questo network facilita il posizionamento dei propri contenuti nelle Serp, funge da raccoglitore di informazioni ma non ha altre peculiarità che valorizzano un social assai complesso anche nel layout.

Piccoli e timidi segnali di rinnovamento si sono registrati con le raccolte (leggi qui), ma le novità tardano ad arrivare o vengono introdotte con considerevole ritardo.

Pertanto la separazione degli account era cosa giusta è doverosa, ma l’azione dovrà essere accompagnata da una rottura degli attuali schemi progettuali che dovranno collocare Plus in una posizione di leadership per l’ attuazione delle strategie di social media marketing.

Il rinnovamento partirà dalle raccolte,dal content marketing e dalla Seo ovvero i tre elementi di spicco di questo social e del marketing d’ impresa.

Le informazioni sui prodotti e/o servizi devono essere obbligatoriamente raccolte e da esse dovranno essere realizzati contenuti in grado di generare interesse e condivisioni. Gli stessi contenuti dovranno essere posizionati sui principali motori di ricerca in modo tale da essere valutati nella fase di selezione del prodotto.

Dunque la nuova stagione di Plus“inizia” da questa separazione in quanto non sempre gli addii sono dolorosi, vero Google Plus?.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

29 thoughts on “Non sempre gli addii sono dolorosi, vero Google Plus??”

      1. Invece è così…il nepotismo impera. Se un incapace fa danni con le strategie di Google ci rimette Google (chissenefrega)….se l’incapace di turno ha un bisturi in mano a me viene la pelle d’oca…

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