Una banca dati digitale per tutelare le nostre identità.

è ora di tutelare i nostri dati.-min

Oggigiorno per usufruire di qualsiasi servizio digitale è necessario indicare i propri dati personali in quanto queste informazioni sono adoperate per pianificare campagne di comunicazione personalizzate.

Il marketing personalizzato rappresenta in questo momento l’ àncora di salvataggio delle imprese che sperano di incrementare i profitti con una soddisfazione completa dei propri utenti, ma la stessa personalizzazione ha dato vita ad una raccolta selvaggia di dati.

Se da un lato questa metodologia è fondamentale per disegnare prodotti e/o servizi su misura di ogni singolo cliente, dall’ altro lato la categorizzazione delle informazioni ha evidenziato una situazione pericolosissima poiché i dati potrebbero essere adoperati come strumento di “ricatto” come è avvenuto per gli iscritti di Ashley Madison, sito di incontri extraconiugali.

La vicenda, anche se si discosta dall’ ambito imprenditoriale, potrebbe aprire una nuova era per il web dove tutti potrebbero ricattare tutti. È sufficiente impossessarsi di uno o più dati sensibili per generare atti intimidatori orientati alla distruzione psicologica dei nemici.

Per evitare queste situazioni paradossali, è doveroso da parte delle istituzioni nazionali e comunitarie elaborare testi normativi ad hoc che tutelino i nostri dati, le nostre vite ed eventualmente i nostri segreti.

Il web è un luogo libero dove ognuno ha la facoltà di scrivere ciò che pensa e di condividere mediante i social una parte della propria vita reale, ma internet e il suo popolo va difeso e tutelato in sede giudiziaria.

Si avverte la necessità di costituire una banca dati digitale dove ogni navigatore può iscriversi liberamente e rilasciare le informazioni più personali. A termine della procedura di iscrizione, la banca dati dovrà fornire un codice identificativo che individuerà il navigatore durante le eventuali registrazioni online e che lo tutelerà giuridicamente nei casi in cui i dati verrebbero usati in maniera impropria.

Con la banca dati digitale,si ridurrebbero i tempi di iscrizioni e si faciliterebbero le azioni poste in essere da ciascun azienda per elaborare strategie personalizzate. Infatti quest’ ultime potrebbero attingere le informazioni direttamente dalla banca e questo implicherebbe un’ accettazione tacita dei codici deontologici ed etici sottoscritti dalle associazioni.

Dunque la sicurezza sul web passa da una gestione più meticolosa dei dati che in questo momento costituiscono la base di ogni strategia di marketing.

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Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

24 thoughts on “Una banca dati digitale per tutelare le nostre identità.”

  1. Diciamo pure che le tecniche di marketing e raccolta dati stanno attraversando una fase piuttosto subdola. Oggi non puoi nemmeno andare ad acquistare del nastro adesivo, senza che, una volta alle casse, ti senta chiedere “da dove viene?” e se gli rispondi “scusi ma a lei cosa interessa?” ti rispondono “se non inserisco il cap la cassa non si apre”. La raccolta e gestione dei dati sensibili è una manna dal cielo per chi ne ha costituito un vero e proprio business di scambio e non credo che il cittadino sarà mai al sicuro, anzi, credo che le cose andranno sempre peggiorando. Siamo già nell’epoca “Minority Report” e bisogna stare attenti anche a tenere gli occhi ben aperti per non farsi rubare le impronte retiniche 😛 Buona giornata.

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  2. Caro Angelo,

    hai introdotto un tema, veramente, interessante da dibattere.

    Come dici tu non saremo mai, completamente, al sicuro.

    Già oggi l’Italia è uno dei paesi più video sorvegliati al mondo.

    Quindi, fra un po’ inizieranno a leggerci nel pensiero.

    Pensa che un anno fa una persona dopo aver visto Dynamo, il noto mago, fare degli esperimenti di lettura del pensiero in TV mi disse che lei aveva paura quando andava a prelevare al bancomat che qualcuno le potesse leggere il codice PIN come faceva il suddetto Dynamo. 🙂

    Sob!!!

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  3. la massificazione dei gusti e delle esigenze sta diventando una forma di schiavitù morale a tratti esacerbante e perniciosa. Ah, quanto vorrei che queste multinazionali la smettessero di farsi i c…. miei : tu fai il tuo prodotto se mi sconfinfera lo acquisto sennò passo avanti! Ciao Angelo

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