Su Linkedin,il corteggiamento “amoroso” è diventato di routine?

I soliti provoloni italiani hanno scambiato Linkedin per un sito di incontri personali.

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Il corteggiamento _amoroso_ è diventato-min

L’ episodio che si è verificato nel Regno Unito ha del clamoroso ed è l’ esempio più lampante di come Linkedin sia utilizzato in modo errato anche dagli stessi professionisti.

Tutto è iniziato da una semplice richiesta di amicizia inviata da una giovane avvocatessa londinese ad un collega cinquantasettenne.

Il professionista, dopo aver accetto il collegamento, ha iniziato a complimentarsi con la ventisettenne non per le sue capacità professionali ma esclusivamente per le sue doti “fisiche”.

La ragazza indispettita per un atteggiamento troppo sessista, ha dapprima mortificato l’ uomo sui principali social network e poi ha denunciato un abuso di sessismo negli ambienti legali.

Non è la prima volta che su Linkedin si verificano episodi del genere in quanto su questo social il corteggiamento “amoroso” è diventato di ruotine. Messaggi più o meno espliciti vengono inviati ogni giorno via posta e/o nei commenti e spesso le vittime(quasi sempre donne) si lamentano di una situazione paradossale per una piattaforma nata principalmente per perfezionare la propria professione e/o trovare una nuova occupazione.

Il sessismo digitale è una realtà che si sta affermando pian piano su Linkedin ed è l’ ennesima dimostrazione di come gli utenti(soprattutto target maschile)abbiano sprecato un’ opportunità per la propria carriera. Infatti è sufficiente una reazione simile a quella che ha avuto l’ avvocatessa londinese per frantumare la reputazione e il relativo business.

Dunque Linkedin non è un luogo per corteggiare belle donne o attraenti professionisti, ma è il posto perfetto per ricercare una nuova risorsa da integrare nella propria attività.

Come affermava Isabel Allende “la bellezza non è un altro che un atteggiamento”e per questo che su Linkedin si devono valutare lo stile e l’ eleganza “lavorativa”di ogni singolo professionista e non le sue doti fisiche. Per quelle ci sono ancora i concorsi di bellezza.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

14 thoughts on “Su Linkedin,il corteggiamento “amoroso” è diventato di routine?”

  1. Sorrido a leggere il titolo…meno male che “amoroso” l’hai scritto tra virgolette….
    E’ la realtà anche al di fuori dei social. Sui social è più facile smascherarli …pensa invece nella realtà quanto sia più difficile riuscire a dimostrare per una donna di esser stata preda di atteggiamenti poco “lavorativi” e ancora di più esserlo sei si parla di una bella donna.

    Molti uomini dimenticano che una donna che lavoro in certi ambiti è anche una donna sicura di sè, oltre che preparata è anche, si presume, intelligente; volendo potrebbe anche starci ma in caso contrario poi sarebbe del tutto inutile piangere lacrime di coccodrillo…(stavo per scrivere altro animale…ma notoriamente si sa che le lacrime appartengono al coccodrillo…)

    Più la posizione lavorativa del genere maschile è alta più si sente autorizzato a “smaniare”.

    un saluto
    .marta

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    1. Hai descritto la realtà lavorativa di determinati ambienti. Purtroppo spesso si scambia la gentilezza in consenso e ciò pregiudica i rapporti di lavoro. Le donne, ancora oggi, sono vittime del sessismo di una cultura troppo maschilista e in alcuni ambienti addirittura oltre al corteggiamento sono costrette a scendere a determinati compromessi per lavorare.

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  2. Il “sessismo” sui social non finirà, il motivo è semplice: gli uomini non possono fare a meno di corteggiare le donne così come le donne non possono rinunciare a farsi corteggiare. Mi spiego meglio, altrimenti la mia sembra un’affermazione estrema: è naturale che un uomo apprezzi, anche tra sé e sé, certe qualità di una donna. Non c’è nulla di male, come in linea di massima non c’è nulla di male ad approcciare. Il problema è il contesto: LinkedIn è uno dei contesti meno adatti. Naturalmente, ci sono i casi limite, dove il complimento fatto in tutta sincerità, diventa molestia: lì bisogna intervenire e, forse, dovremmo farlo tutte. I maschietti dovrebbero, quindi, apprendere che esistono modi e modi, occasioni ed occasioni 🙂

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  3. Queste vicende dimostrano il pericolo – tutt’altro che remoto – di una progressiva “Facebookizazzione” di LinkedIn; anche persone in teoria al di sopra di ogni sospetto – per formazione ed età – tendono a cadere nella rete.
    A titolo informativo, mi sembra giusto rilevare che, seppur in tono minore, anche il gentil sesso non sembra immune al fenomeno: le “aspiranti vamp” non mancano!

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