L’illiceità di truffare i propri clienti. Il caso “Volkswagen” sminuisce il ruolo del marketing di oggi.

L’azienda tedesca ha ingannato i suoi clienti promettendo prodotti qualitativi che in realtà non rispettavano i requisiti dell’Unione Europea.

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Il marketing non è truffa.-min

In quest’ultima settimana il caso Volkswagen è stato oggetto di discussione da parte di numerosi blogger che hanno analizzato sotto il profilo comunicativo le vicissitudini dell’impresa automobilistica.

C’è chi si è concentrato sulle eventuali strategie comunicative da adottare,c’è chi si è soffermato sulla gestione della crisi reputazione e chi invece ha ipotizzato le eventuali azioni strategiche messe in atto dal gruppo tedesco.

Dopo aver letto numerosi articoli e svariate testimonianze d’autore, mi sono soffermato su un aspetto di questa vicenda che è stato trascurato dalla quasi la totalità dei“markettari”ovvero l’illiceità di truffare i propri clienti.

Un’azienda,grande e/o piccola che sia,non può collocare sul mercato prodotti con certificazioni qualitative fasulle solo con lo scopo di indurre i consumatori ad acquistare quel determinato bene. Infatti tutto ciò si tradurrebbe in un atto fraudolento visto che gli stessi clienti sarebbero disposti ad erogare un surplus monetario per comprare quel prodotto.

La situazione si complica ulteriormente se le stesse azioni truffaldine fossero state accompagnate da campagne di comunicazione ad hoc dove si elogiavano la qualità e l’affidabilità dei prodotti in questione.

Il marketing non è truffa ma è la sintesi dell’animus operandi di un’azienda. I valori,la storia e l’etica aziendale sono gli elementi costituenti per ogni azione comunicativa e se venissero meno ogni piano di comunicazione non avrebbe ragione di esistere.

Dunque mentre la crisi reputazionale della Volkswagen è nella fase di maturità e non c’è azione,iniziativa e/o comunicato stampa che possa salvaguardare la perdita del valore economico del marchio tedesco,i clienti che hanno acquistato inconsapevolmente un veicolo con caratteristiche tecniche differenti da quelle illustrate potranno dar luogo(a partire dal 2016 n.d.r.)ad una class action volta a tutelare i diritti dei consumatori ingannati.

È proprio quest’iniziativa a rappresentare l’essenza del marketing moderno. Il periodo delle pubblicità“taroccate”si è concluso con la nascita del web e con la diffusione prima della comunicazione 2.0 e successivamente di quella 3.0.

Oggi la pubblicità tradizionale e quella digitale hanno come obiettivo quello di creare un legame indissolubile tra azienda e consumatore mediante la narrazione di racconti(Storytelling)e la diffusione di contenuti(content)dove il prodotto è il protagonista assoluto.

Ma alcune aziende invece di curare nei minimi dettagli i rapporti con i propri clienti sono ancora concentrate nella massimizzazione del profitto con tecniche più o meno lecite. Spesso però le bugie hanno le gambe corte ed è sufficiente una minima distrazione per scontare i propri errori, errori che hanno distrutto l’”impero” costruito della Volkswagen.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

35 thoughts on “L’illiceità di truffare i propri clienti. Il caso “Volkswagen” sminuisce il ruolo del marketing di oggi.”

  1. l’occasione fa l’uomo ladro e in questo mondo di ladri le occasioni non mancano di certo, soprattutto per chi pensa che le regole debbano essere rispettate solo dagli altri. Sono passati pochi mesi da tutta quella pantomima strombazzata a destra e a manca sul rispetto e la condivisone degli obiettivi europei, al richiamo della lealtà e degli impegni presi, evidentemente tutto questo vale solo quando si tratta di greci o italiani : alla faccia della coerenza!!!!!

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  2. Ciao Angelo,

    bell’articolo che dimostra come il caso Volkswagen abbia mandato in frantumi la reputazione della Germania.

    Reputazione che, a mio avviso, già si era offuscata quando a causa della massiccia invasione della suddetta nazione da parte di immigrati extracomunitari provenienti dall’Ungheria, il governo tedesco improvvisamente aveva deciso che il problema immigrazione è un problema della collettività europea.

    Fino a quando non ha toccato loro, però, era un problema dei paesi mediterranei.

    Se tanto mi dà tanto, ha ragione quel noto economista americano, di cui ora mi sfugge il nome, che pronostica che a breve l’Italia sarà la locomotiva d’Europa.

    Se questa profezia si avvererà, chissà come tratteremo i tedeschi.

    Sta scritto, infatti: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

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    1. Infatti anche l’accoglienza degli immigrati con applausi,banchetti e tanto altro mi sembrava tanto una trovata pubblicitaria per rafforzare il potere tedesco. Però finalmente la verità sta emergendo e i grandi colossi hanno messo in atto delle vere e proprie truffe per ingannare: Autorità governative,controlli e consumatori. Per quanto riguarda l’Italia, siamo una miniera d’oro peccato che per ora non abbiamo avuto le capacità di sfruttare ciò che abbiamo. Ma almeno si iniziano a vedere dei piccoli barlumi di luce dopo anni di buio intenso.

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  3. Caro Angelo, io non mi stupisco più di tanto…sai cosa credo? Che sia una questione di sfiga…stavolta è toccato a loro. Molti dei messaggi pubblicitari ritengo siano basati solo sulla politica del fare denaro e dei consumatori se ne fottono altamente… aziende farmaceutiche che tessono le lodi di prodotti che poi vengono tolti dal mercato perché dannosi per la salute, mozzarelle blu, oli diluiti con sostanze chimiche e spacciati per extra vergini…e non oso scoperchiare che interessi ci siano dietro i prodotti col marchio “bio”… non credo che la pubblicità, legata a doppio filo col sistema, sia priva di colpe…loro ci provano, poi scoppia un casino e c’è un manager che viene esautorato con una buona uscita di milioni di euro… c’è del marcio in Danimarca…diceva Amleto…ma qui c’è del marcio dappertutto… 😉

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    1. È questo la cosa preoccupante. Fino a pochi giorni fa, la Germania era vista come un modello perfetto da imitare in ogni circostanza. Ma se le maggiori case automobilistiche hanno combinato ciò(penso che siano coinvolte quasi tutte) significa che anche loro non sono perfetti.

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      1. Forse si sta “rompendo” qualcosa nel sistema… se l’aziendina commette reati non si meraviglia nessuno, se lo fa un colosso invece si… io credo che proprio lì si annidi il marcio perché sono legate a filo doppio col sistema politico… 😉

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      1. Sul cibo sono curioso di sapere gli effetti dell’ olio di palma perché se venissero confermate le voci che danneggia l’organismo, molti colossi del settore alimentare sarebbero in gravi difficoltà.

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