Attentati in Francia: Odio e terrore divulgati sui social network dai soliti opportunisti.

Gli attentati terroristici in Francia sono stati oggetto di diffusione di odio e terrore nei confronti delle altre Culture. Odio e terrore divulgati anche sui social network dai soliti opportunisti.

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Odio e terrore divulgato sui social network

Quando l’11 settembre del 2001 ci fu l’attentato alle Torri Gemelle,ero un ragazzino non ancora maggiorenne e seppur non avessi compreso a pieno cosa significasse quel gesto,la mia mente memorizzò questa frase:“il mondo non sarà più lo stesso”.

A distanza di quattordici anni,quelle parole sono tornate prepotentemente nella mia memoria e mi hanno fatto riflettere su ciò che è avvenuto in questi ultimi giorni.

Non voglio soffermarmi sulle motivazioni economiche,sociali e politiche che stanno alimentando la guerra del terrore poiché sono argomentazioni che non rientrano negli obiettivi di questo blog,ma voglio dedicare questo articolo ai metodi di comunicazione di alcuni individui che alimentato odio e terrore.

Le immagini,i comunicati e le iniziative di solidarietà vengono veicolate mediante i social network che come ho già spiegato più volte sono strumenti pericolosissimi quando vengono utilizzati in modo errato.

Purtroppo questo uso improprio dei nuovi media è stato confermato anche venerdì scorso quando la Francia è stata vittima di uno degli attentati terroristici più cruenti del vecchio Continente.

La mia analisi inizia proprio dai terroristi che utilizzano i social network per arruolare nuovi esponenti e per comunicare e rivendicare gli attentati in tutto il mondo.

Twitter è il social più amato ed utilizzato in quanto consente di categorizzare i contenuti mediante gli hashtag, ma anche Wechat,Whatsapp e Facebook sono territorio fertile per generare odio e terrore. Visto che tutte le piattaforme sono controllate dagli organi competenti,come mai non vengono bannate queste iniziative?

La mia analisi continua con alcuni esponenti della politica italiana che hanno strumentalizzato l’attentato per fare propaganda politica. Salvini e Gasparri sono stati abilissimi a twittare e a postare contenuti che incitano al razzismo,alla guerra e all’odio. Parole come eliminare e bombardare non devono essere utilizzate in quanto possono essere pericolosissime se fossero recepite nel modo sbagliato. Qualcuno potrebbe essere tentato a farsi giustizia da sé e ciò genererebbe caos e terrore in quei luoghi dove la Democrazia regna sovrana.

Mentre il tweet di Gasparri è stato oggetto di scherno da parte degli utenti di Twitter(visto che l’Isis non è uno Stato),le parole di Matteo Salvini hanno colto nel segno. In pochi minuti la maggior parte dei commenti incitava all’odio,alla violenza e alla pulizia etnica. Se i social fossero questi,avrei già cambiato mestiere.

La mia analisi si sofferma anche sulle testate giornalistiche che ignare del giornalismo d’autore hanno elaborato articoli spazzatura per generare clic. Non mi riferisco al celebre “Bastardi Islamici di Libero poiché quel titolo va contro ogni forma di razionalità professionale ma voglio dedicare la mia riflessione alla versione digitale di questo giornale che ha messo in atto una vera e propria discriminazione razziale nei confronti del Sud sfruttando la tragedia francese.

L’articolo indicava il Sud come unica zona geografica dell’Italia non a rischio attentato. Motivo?La Mafia spaventa l’Isis. Ogni occasione è buona per disprezzare il Mezzogiorno d’Italia,peccato che la Mafia si sia estesa anche a Roma e a Milano.

L’odio e il terrore divulgato sui social è stato alimentato anche dalle classiche notizie bufala che generano interesse e condivisione e da quelle stupide iniziative(catene di Sant’Antonio)che servono soltanto per riempire la propria home.

È proprio vero che il mondo non è più lo stesso perché l’odio e il terrore vengono divulgati con i social e dunque stiamo assistendo ad una digitalizzazione dei nostri sentimenti che potrebbe compromettere il nostro modo di relazionarci con la realtà che ci circonda.

I social sono governati dalla cosiddetta solidarietà sociale che ha indotto milioni di persone a schierarsi a favore della DEMOCRAZIA.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

18 thoughts on “Attentati in Francia: Odio e terrore divulgati sui social network dai soliti opportunisti.”

  1. Hai messo in evidenza il negativo che c’è nel web e sui social (e fosse solo per questi casi eclatanti ci sarebbe da dire viva viva) e hai tralasciato di dire quanto la rete e i social abbiano cercato in quei frangenti di dare una mano, diffondendo giuste osservazioni e foto e video capaci di aiutare la polizia, incitando con la campagna “porte aperte a Parigi”, ecc…Normale che noi comuni normali abbiamo espresso pensieri e note anche dettate dalla rabbia del momento, scritti di pancia (come è di moda dire) e anche normale che si siano instaurate discussioni, pareri, opinioni. L’indifferenza sarebbe stata molto peggio. Diversa cosa è per i politici e i giornalisti: le loro parole hanno un peso istituzionale diverso dal nostro e per loro moderazione e prudenza sono obbligati.
    Continuo a chiedermi perchè non si oscurano tutti quei siti e quei video , dell’isis o meno, che incitano alla violenza e alla vendetta. Sono fonte di molti click che portano soldi a chi li espone??? Ho scoperto l’acqua calda, vero?

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    1. Nella parola DEMOCRAZIA è incluso qualsiasi gesto di civiltà messo in atto in tutto il mondo per stringersi al dolore francese. Io ho voluto sottolineare la manipolazione di costoro che devono rappresentarci ed informarci di ciò che accade nel mondo. Sia l’Isis o qualsiasi altro evento è sufficiente un tweet o un articolo tarocco per generare terrore. Per quanto riguarda i materiali non bannati,la penso come te. C’è qualcuno che ci guadagna.

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  2. Mai e dico mai spegnere i propri neuroni e ragione con la propria testa…e non smettere mai di dire la propria “buonista” idea sui fatti, sulle cose, sui sentimenti….
    Ancora ci sono persone che rifiutano certi contatti on line…e che tengono a distanza certe figuri…

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  3. Ho visto in Tv Zaia chiedere all’esponente della comunità Giovani Islamici di alzarsi e dire “Condanna i fatti di Parigi”, dopo dieci volte che ha risposto che loro condannavano tali fatti e avevano anche manifestato a Milano, Zaia ha continuato con la stessa frase ad oltranza. Forse l’esponente Saif doveva mettersi sull’attenti e dire “Signorsì, condanno i fatti di Parigi”.

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