Non ci sono più i panettoni di una volta…ma nemmeno le pubblicità.

La gaffe di Melegatti conferma la necessità di investire nei social media marketing e nei professionisti di questo settore. Ma in Italia sarà possibile ciò??

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melegatti

Nel campo della comunicazione di impresa,il 2015 sarà ricordato come l’anno degli orrori e degli errori“fai da te”che hanno determinato una serie di figuracce nell’ambito del social media marketing.

L’ultima gaffe è stata messa in atto dalla Melegatti che per differenziarsi dalla concorrenza ha realizzato una serie di contenuti che hanno distrutto la reputazione aziendale e hanno decretato la classica crisi imprenditoriale.

Tutto è iniziato venerdì scorso(20 novembre n.d.r.)quando l’azienda veronese ha postato sulla propria pagina Facebook un contenuto che celebrava l’amore tra un uomo ed una donna.

Il post dai contenuti omofobi è stato sin da subito criticato dalla totalità degli utenti che hanno deciso all’unanimità di boicottare i prodotti Melegatti.

Un duro colpo per l’impresa italiana che era già finita nell’occhio del ciclone per il Pandoro ad edizione limitata di Valerio Scanu(inguardabile)che aveva suscitato l’ironia dei consumatori.

La reputazione è crollata ai minimi termini e tutto ciò che era stato costruito nel corso del tempo è stato distrutto da qualcuno che non è abituato a gestire i social network.

Per tutelarsi l’azienda ha cancellato il post e ha diffuso un comunicato istituzionale dove si attribuiva la paternità di quel contenuto ad un’agenzia di comunicazione che collaborava con la Melegatti.

Il comunicato stampa però ha complicato ulteriormente la situazione in quanto un’agenzia di marketing e comunicazione non è mai abbastanza autonoma per decidere cosa pubblicare ma è sempre guidata dai vertici aziendali che indicano ciò che deve essere condiviso.

Oltre a ciò,ho verificato sul sito ufficiale che la stessa Melegatti ha un reparto marketing interno all’azienda. Dunque oltre ad aver pubblicato un post omofobo,l’azienda ha mentito anche sull’assenza di un responsabile della comunicazione aziendale che controlla ciò che viene diffuso sui media tradizionali e digitali.

Il caso Melegatti conferma per l’ennesima volta che in Italia il social media marketing è visto come un accessorio superfluo per le proprie strategie e che può essere gestito da chiunque ha una minima conoscenza dei social network. Ma cosi non è.

Ogni contenuto è figlio di un studio approfondito dei competitors,dei follower e dei canali dove veicolare il messaggio. L’improvvisazione in questo settore può produrre buoni risultati ma spesso genera crisi istituzionali che danneggiano l’immagine di marca.

Gli epic fail di Grisbi,Gentilini e di Melegatti(analizzati tutti su questo blog) decretano la morte del“cuggino”di turno ed evidenziano la necessità di affidarsi a professionisti che conoscono nei minimi dettagli le dinamiche di ogni piattaforma.

La comunicazione è cambiata. Ormai i media tradizionali sono stati superati da quelli digitali dove è possibile raggiungere un pubblico sempre più vasto con una spesa molto più contenuta e ciò deve essere uno stimolo per le imprese ad investire nella figura del social media manager e nelle loro idee creative.

La Melegatti ha sicuramente cambiato il suo modo di produrre merendine e panettoni ma deve assolutamente cambiare anche il suo modo di comunicare per salvaguardare i valori aziendali in quanto non ci sono più i panettoni di una volta ma nemmeno le pubblicità di un tempo dove le famiglie erano unite e felici dinanzi ad un albero di Natale. La comunicazione è cambiata ma anche la società.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

8 thoughts on “Non ci sono più i panettoni di una volta…ma nemmeno le pubblicità.”

  1. Questo è il risultato quando chi gestisce la comunicazione è un improvvisato, io non mi occupo di comunicazione ma non credo che avrei fatto una cappellata del genere. Poi la vera perla è la figura di merda nella figura di merda…Ovvero il marketing manager che fa i complimenti alla Melegatti per come ha gestito la “crisi”, ma pensate veramente che gli utenti sono così stupidi?

    Secondo me i veri idioti siete voi (riferito ai Social Media Manager furboni).

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    1. In questo 2015 abbiamo assistito a tutto,ma ciò che ha messo in atto la Melegatti è qualcosa di fantozziano che resterà nella memoria di tutti noi per sempre. Brand distrutto solo per il gusto di gestire i social senza un criterio logico. Prevedo altri harakiri. Chi sarà il prossimo?

      Liked by 1 persona

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