Pulse è utilissimo per il Personal branding.

Il mio recente approdo su Linkedin Pulse ha confermato un dato oggettivo:la piattaforma è utilissima per il Personal branding.

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Pulse è perfetto per il Personal branding-min

La scorsa settimana ho scritto il mio primo articolo su Linkedin Pulse e i risultati sono stati molto soddisfacenti in termini di Personal branding.

Pulse è la piattaforma di microblogging di Linkedin che consente di divulgare i contenuti all’interno del social e sugli altri network quali Facebook e Twitter.

Pulse ha tantissimi vantaggi ma il successo di questo servizio è legato principalmente a due fattori:divulgazione dei contenuti ed insight.

Quando si pubblica un nuovo articolo,Linkedin informerà i follower dell’avvenuta diffusione attraverso una notifica che indicherà autore del post e relativo titolo. Un’idea fantastica per chi cura scrupolosamente il Personal branding.

Invece per quanto riguarda le analisi statistiche,il social del lavoro oltre ai classici dati sulle visualizzazioni,sulle condivisione e sui commenti,offre una categorizzazione dei lettori. La classificazione di coloro che hanno visualizzato e/o letto l’articolo riguarda: professione,settore industriale,località e fonti di traffico. Dati interessantissimi per individuare quali contenuti possono essere divulgati con successo.

Sono proprio i contenuti a rappresentare però il Tallone d’Achille dei blogger italiani in quanto su questa piattaforma vengono riproposti quasi sempre gli articoli del proprio blog. Finché si pubblica l’articolo completo,i risultati sono ottimali in termini di engangement ma quando si pubblica solo l’introduzione con relativo link di rimando il fallimento è dietro l’angolo. Il numero di visualizzazione resta elevato anche in virtù delle notifiche che generano interesse e curiosità attorno a quel determinato contenuto ma i commenti e i like diminuiscono drasticamente. Ciò dimostra come gli utenti di Linkedin siano poco propensi ad abbandonare la piattaforma quando navigano nella sezione Pulse.

Per tali ragioni ho pensato di integrare questo blog con la piattaforma di Linkedin mediante una rubrica(Libertà di lavorare)che possa fornire nuovi contenuti ai miei lettori e che generi allo stesso tempo visibilità e notorietà alla mia attività.

Come ho accennato nell’introduzione i risultati sono stati soddisfacenti e dopo una sola settimana posso confermare che Pulse è uno strumento perfetto per chi cura il Personal branding. Nonostante Linkedin sia poco utilizzato nel fine settimana e sebbene abbia un numero di contatti non elevatissimo,in solo sette giorni ho ricevuto un numero di visualizzazioni pari al 25% dei miei follower, cifre importanti per chi non ha mai utilizzato Pulse fino ad oggi. Anche i commenti,le condivisioni e i like sono stati ragguardevoli visto che gli utenti italiani sono poco propensi ad interagire con gli altri individui della rete. I benefici sono stati registrati anche sotto il profilo personale in quanto in quest’intervallo temporale,il numero di contatti è cresciuto in modo repentino e anche il traffico in entrata verso il mio blog è migliorato sensibilmente.

Dunque Linkedin e gli strumenti messi a disposizione dallo stesso social si confermano utilissimi per curare nei minimi dettagli il Personal branding ma per farlo è necessario pubblicare contenuti di qualità e pertinenti con gli interessi di chi è iscritto al network perché con i gattini, con donne in autoreggenti e con gli indovinelli non si valorizza la propria professione e non si stimola l’interesse dei propri follower ad eccezione di tutti coloro che usano Linkedin per cazzeggiare.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

14 thoughts on “Pulse è utilissimo per il Personal branding.”

  1. Confermo quanto dici, ho utilizzato anche io Pulse, pochissime volte, e quelle volte che l’ho utilizzato ho riscontrato gli stessi feedback positivi che hai detto giustamente te. L’errore che però uno tende a fare è quello di rendere Pulse una copia speculare del nostro blog, invece la tua idea di aprire una rubrica la trova geniale (e appena trovo l’argomento penso che lo farò anche io).

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  2. Sono stata una dei primissimi a usare il blog su Linkedin. Personalmente non ho mai proposto gli stessi articoli del blog. Uso Pulse proprio esclusivamente per il Personal Branding, cioè per fare conoscere gli argomenti che rappresentano il cuore del mio pensiero e della mia attività. Una sorta di estensione ragionata del curriculum.
    Ritengo che questo sia il modo corretto di usarlo, dato che con ciò che scriviamo su Pulse abbiamo lìopportunità di attirare eventuali futuri collaboratori.
    Di solito, quindi, costruisco un piano editoriale ragionato proprio per Pulse.

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      1. Diciamo che mi sottopongo alla scrittura ex novo di articoli esclusivi proprio per il motivo già detto, cioè il mio branding.
        Non credo nella logica dei like, quanto piuttosto nei ritorni in termini di contatti e di immagine personale. Il gradimento e la condivisione per me rientrano nella logica della comprensione su come usare il media. Non mi interessa essere virale, voglio colpire esattamente il target che mi interessa.

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