Gli errori che hanno già “macchiato” l’advertising su Instagram.

Su Instagram si possono osservare i primi post sponsorizzati, ma alcune strategie sono condizionate da errori grossolani che limitano le potenzialità di questo nuovo strumento del social media marketing.

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Instagram

Instagram quasi sicuramente sarà incoronato social dell’anno in virtù della sua crescita esponenziale in termini di utenti iscritti(oltre 400 milioni)e per le novità che hanno potenziato l’app sotto il profilo comunicativo.

L’introduzione delle fotografie rettangolari,la gestione multi account e i post sponsorizzati sono gli aspetti più rilevanti della trasformazione di questo social che da semplice applicazione per la condivisione di foto e video è diventato un vero e proprio strumento di marketing per imprese e liberi professionisti.

Sia la gestione multi account che i post sponsorizzati sono in una fase sperimentale ma quest’ultimi sono sempre più apprezzati dagli addetti ai lavori che hanno individuato in questo ramo del social media marketing uno strumento essenziale per far accrescere la brand awareness e la notorietà dei prodotti e/o servizi di un’azienda.

I post sponsorizzati sono visibili sulle home dei nostri profili Instagram e nonostante non siano invasivi come altre strategie di digital marketing,ho constatato alcuni errori che pregiudicano l’iniziativa e il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Naturalmente la mia valutazione non include tutte quelle imprese che hanno investito su Instagram e sull’advertising ma comprende solo tutte quelle attività che mi hanno valutato come potenziale cliente.

La mia analisi non si è soffermata esclusivamente sull’attinenza di quei prodotti e/o servizi con le mie preferenze,i miei gusti e i miei hobby in quanto in quel caso avrei continuato a scorrere la mia home,ma ho esaminato i post con gli occhi di un consumatore conoscitore delle dinamiche dei social media.

Una buona parte delle aziende che ho esaminato sono state in grado di rispettare i criteri del digital advertising quali:call to action,immagini accattivanti,descrizione prodotto e link di rimando alla propria pagina web,mentre una piccola fetta di questo campione ha commesso degli errori cosi evidenti che mi hanno fatto riflettere sull’incapacità di ottimizzare le risorse economiche necessarie per dar vita ad una strategia di social media marketing.

Un professionista che cura l’immagine di un’azienda non può pubblicare foto con errori ortografici e/o di battitura in quanto gli utenti segnaleranno immediatamente la“svista” denigrando altresì il lavoro svolto. Quando su un’immagine ho letto “quatro zampe” piuttosto che“quattro zampe”ho capito che alcuni social media manager pubblicano i contenuti realizzati senza esaminarli. Un errore di battitura(almeno spero)che è stato evidenziato nei commenti e che ha macchiato la campagna pubblicitaria messa in atto dall’azienda.

Questa è la gaffe meno clamorosa in quanto un errore ortografico può essere sempre giustificato dalla fretta ma quando un post sponsorizzato è privo dei criteri del digital advertising in quel caso si può solo parlare di incapacità di gestire i social network.

Qual è l’utilità di un’immagine priva di una call to action?Qual è l’efficacia di una strategia che non consente agli utenti di accedere al profilo Instagram di quell’azienda?Qual è l’utilità di una descrizione priva di riferimenti a link esterni? Questo non è altro che uno sperpero delle risorse di quegli imprenditori che hanno avuto il coraggio di investire in un’app che rivoluzionerà il nostro approccio con le aziende.

Instagram è quel luogo dove le imprese e i loro dipendenti possono mostrare il loro lato umano mediante lo storytelling ma è anche quello spazio dove non è ancora possibile collegare un’immagine ad un link esterno che rimandi a piattaforme terze come avviene su Pinterest. Instagram è quel social che ha ancora tanti margini di miglioramento ed è anche quel network dove è possibile categorizzare i contenuti mediante gli hashtag(ben trenta),ma per valorizzare la sua forza è necessario diffondere pubblicità qualitativa e non spazzatura in quanto nel social media marketing ogni errore può compromettere la vitalità di un’azienda e/o di un professionista.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

2 thoughts on “Gli errori che hanno già “macchiato” l’advertising su Instagram.”

  1. Non so come funzionano le campagna su Instagram, ma qui mi sembra che il problema sia sempre lo stesso: lo strumento viene fatto gestire da chi non sa approntare una strategia ed è, chiaramente, non esperto. L’errore lo farebbe identico anche su altri social network. Bisogna aspettare un po’, credo, per capire esattamente in che senso evolverà Instagram, anche se non nascondo che mi secca, come normale utente, che anche lì debba vedere pubblicità. Già esistono tanti cretini che, talvolta, vogliono farti comprare followers, poi ci sono quelli che ti seguono per farsi seguire e, come tu stesso avrai notato, molto spesso si fanno notare aziende che non c’entrano nulla con i tuoi interessi. Vedremo!

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    1. Instagram per crescere deve eliminare quel triste fenomeno dell’acquisto di like e/o di follower che come hai sottolineato è triste e molto fastidioso. Per quanto riguarda l’adv c’è ancora tanto da lavorare e soprattutto è giunto il momento di affidarsi a professionisti.

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