Qualcuno fermi Dorsey prima che sia troppo tardi.

Dopo la stellina,Twitter sta per dire “addio” anche al limite dei 140 caratteri. In pochi mesi il social ha perso la sua vera identità e nonostante non ci siano risultati positivi,Dorsey continua a “scopiazzare” le idee di Facebook.

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Avevo già parlato di Dorsey(leggi qui)e della sua mania di “copiare” Facebook,ma il Ceo di Twitter si è superato. Infatti dopo aver introdotto i cuoricini(leggi qui)ha deciso di “accantonare” i 140 caratteri che rappresentano ad oggi l’unica e vera identità di questo social.

È da sottolineare però come i 140 caratteri non scompariranno da Twitter e resteranno ben visibili sulla timeline ma a breve i post potranno contenere fino a 10000 caratteri leggibili mediante un semplice clic. Dunque si tratta di una rivoluzione a metà ma che ha già determinato proteste e riflessioni sull’utilità di questo ennesimo cambiamento.

Come avevo già anticipato alcuni mesi fa,i cuoricini non erano sufficienti per rilanciare un social in fase di declino e continuo a ribadire che nemmeno l’estensione ai 10000 caratteri sarà sufficiente per attrarre nuovi utenti sulla piattaforma in quanto è una novità che si scontra con le caratteristiche di Twitter ovvero immediatezza e velocità delle informazioni.

La timeline si aggiorna a ritmi vertiginosi e non credo che ci sia un solo utente propenso a leggere un post di oltre 140 caratteri. Già oggi i clic sui link sono nettamenti inferiori ai like e ai retweet e ciò dimostra come l’utente medio usi in modo superficiale la piattaforma, figuriamoci se lo stesso utente si impegnerà a leggere un’estensione del celebre limite twitteriano. Lo stesso succederebbe con i professionisti che utilizzano da anni Twitter per informarsi e per raccogliere informazioni in pochi istanti. Ormai tutti sono abituati all’immediatezza dei contenuti in quanto Twitter si regge sulla sintesi delle informazioni.

Usare Twitter oggi è come guidare una Ferrari. Con l’estensione la Ferrari si trasformerà in un’utilitaria. Entrambe sono utilissime per trasferirsi da un posto ad un altro ma mentre con la Ferrari si riducono i tempi,con l’utilitaria si allungheranno. E chi è abituato a guidare il cavallino rampante non si adatterà mai ad un’utilitaria.

Inoltre,come ho specificato negli articoli che ho linkato nell’introduzione,Twitter ha bisogno di altro. Manca una funzione che consente di modificare i tweet(richiesta da tutti), manca la gestione multiaccount e soprattutto mancano gli strumenti per fare marketing di impresa.

Dorsey cerca di copiare le funzioni di Facebook senza rendersi conto che le imprese di medio e piccolo livello preferiscono il social di Mark Zuckerberg al suo. Il motivo di tale decisione è individuabile non soltanto nella facilità di utilizzo della piattaforma ma soprattutto per l’utilità dello stesso Facebook nelle politiche di marketing locale. Qui in Italia,la maggior parte delle aziende competono in un mercato limitato e dunque il marketing territoriale è preferito a quello tradizionale.

Qualcuno mi dirà che sono la stessa cosa ma in realtà non è cosi. Ogni territorio ha la sua cultura,le sue tradizioni,i suoi eventi e la sua lingua. Si anche il dialetto è uno strumento di marketing territoriale. Un’impresa su Facebook potrà ottenere buoni risultati sia a livello organico che a pagamento se guidata da un professionista conoscitore dei processi di targetizzazione,mentre su Twitter tutto ciò è molto più complicato con una dispersione di tempo e risorse economiche rilevanti per le piccole aziende.

Quando ieri ho letto un paio di articoli trionfalistici sulla nuova estensione,ho capito che ci sono ancora professionisti che non sanno cosa sia il marketing di nicchia e soprattutto non valutano i contesti economici di determinate realtà imprenditoriali come l’Italia.

Twitter cosi come è ora e come lo sarà tra qualche mese è utile solo alle grandi aziende ma che ottengono risultati molto approssimativi. Un esempio chiarirà il discorso. Il 31 dicembre la Fiat,la più grande azienda italiana,ha pubblicato il classico post d’auguri di fine anno. Su Facebook il post ha ottenuto 671 like e 188 condivisioni mentre su Twitter 38 like e solo 16 retweet. Numeri impietosi che evidenziano come non siano i 140 caratteri il vero problema di questo social ma l’assenza di strumenti alternativi ai classici tool twitteriani. Per questo qualcuno fermi Dorsey prima che sia troppo tardi.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

16 thoughts on “Qualcuno fermi Dorsey prima che sia troppo tardi.”

  1. Prima di tutto buon 2016 !!

    Come ho scritto su Facebook ..”I ‪140 caratteri‬ erano la sottile linea che vi salvava…una volta superata non si torna più indietro, i poeti di twitter hanno carta bianca !!!”

    Il poter scrivere tweet da 10000 caratteri non credo che migliorino l’utilizzo di Twitter..anzi si rischiare di avere delle timeline veramente pesanti.

    P.S.
    Bella la nuova grafica del blog !!

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    1. Ben ritrovato amico amico. Prima cosa grazie per gli auguri che ricambio con affetto.
      Concordo con te per quanto riguarda i 10000 caratteri sono inutili per una piattaforma velocissima come Twitter. Inoltre Dorsey è convinto che copiando da Facebook,si avrà un aumento di utenti ma dimentica che chi arriva secondo non avrà lo stesso successo di chi ci è arrivato per prima.

      Ps. Sono contento che ti sia piaciuta la nuova grafica,ho voluto rivoluzionare un po’ tutto.

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  2. ciao Angelo, ancora un bel post. In effetti potevano inventarsi qualcosa di più originale, non so cosa, ma non si distinguono per originalità… cercano di copiare e non va bene. Io ho imparato la sintesi con Twitter…ritornerò prolissa?? speriamo di no! ciaoo

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  3. e se tornassimo al gettone telefonico o alla lettera scritta a mano ;). Enfatizzo lo so. Il problema dei social a mio modesto parere, e forse non proprio per colpa intrinseca ma evidentemente per l’uso che se ne fa, è la tendenza a massificare tutto ad un caxxo di like : quel mi piace che ha ridotto i rapporti umani ad una mera presenza androgina, una frettolosa apparizione per dire ti ho letto (ma quando mai!) e mi piace quello che hai scritto o pubbliato (99 su 100 non si sa neanche cosa si è likkato).
    Aboliamoli sti social 🙂 🙂 🙂
    Ciao Angelo non ti metto mi piace perchè ti HO LETTO 😉

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    1. Ben ritrovato anche a te Rosario. Sulla questione dei like sono d’accordo con te. Ormai sono uno strumento per dire io esisto. Nessuno si impegna a leggere un contenuto o a riflettere su ciò che viene pubblicato. Per quanto riguarda i social,sono importanti ma solo se utilizzati con cautela e con il contagocce. Un abbraccio

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  4. Mi sembra alquanto azzardato un cambiamento di questo tipo, come hai giustamente detto difficilmente le persone hanno voglia di leggere pezzi molto lunghi e togliere l’immediatezza dei 140 caratteri penso sia un grosso sbaglio.
    Sempre interessante leggerti. Saluti, Patrizia

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    1. Il paragone ci sta tutto in questo momento. Il Milan ha vissuto anni di gloria che saranno ricordati per l’eternità ma una cattiva gestione delle risorse e delle idee ha portato la squadra in una fase di declino. Dorsey deve capire che sono le idee innovative a determinare il successo.

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