Il vero problema di Twitter?Le interazioni.

Un semplice esperimento ha confermato un dato oggettivo:su Twitter le interazioni sono minime e ciò rappresenta un ostacolo per il rilancio del social network.

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Il vero problema di Twitter_Le interazioni

In occasione del suo dodicesimo compleanno,Facebook ha ideato la giornata mondiale dell’amicizia categorizzandola mediante l’hashtag #Friendsday.

L’evento,organizzato mediante la condivisione di un breve video,ha avuto un enorme successo a tal punto che l’hashtag è entrato anche nei trend di Twitter,un social completamente estraneo a questa iniziativa e che è in perenne concorrenza con la creatura di Mark Zuckerberg.

Io come al solito non ho accetto l’invito sia sulla versione desk sia su quella mobile in quanto l’amicizia non può essere festeggiata con un breve video realizzato dall’analisi dei nostri feedback. Per tali ragioni ho scritto un post:“Prima il #familyday,ora il #friendsday. Io opterei per il #birraday”per ironizzare sull’iniziativa di Facebook e per esprimere la mia passione verso la birra.

In un primo momento avevo pensato di condividere questo post solo sul mio profilo Facebook ma poi ho optato anche per Twitter per un semplice motivo:volevo valutare l’interazione sulle due piattaforme.

Prima di presentare i risultati,è doveroso ricordare a chi non lavora con i social che le interazioni sono date dal numero di like,commenti e condivisioni. Ad ogni specifica azione si attribuisce un punteggio simbolico che sarà successivamente diviso per il numero totale di visualizzazioni. In questo modo si calcolerà il peso dell’interazione per ogni singolo contenuto.

Quest’analisi si effettua soprattutto per i profili aziendali in modo tale da individuare quei contenuti che generano interesse verso gli utenti.

Nel mio caso,avendo postato il contenuto su due profili personali(anche se quello di Twitter lo uso esclusivamente per il Personal branding)non ho effettuato nessuna analisi statistica specifica ma ho semplicemente valutato i commenti e i like ottenuti.

Il mio post su Facebook ha ottenuto 17 like e 2 commenti mentre su Twitter nonostante sia stato visualizzato su 213 dispositivi non ha ricevuto né cuoricini né retweet.

Sinceramente la cosa non mi ha sorpreso visto che uso i due social in modo completamente opposto. Sul network di Mark alterno post del blog a contenuti strettamente più personali,mentre sul social dei cinguetti condivido solo argomenti strettamente professionali. Ma nonostante ciò questo esperimento mi ha fatto riflettere su un dato oggettivo:su Twitter c’è poca interazione tra i singoli utenti.

Inoltre c’è da ricordare che a differenza di Facebook dove le interazioni sono subordinate all’accettazione dell’amicizia(salvo privacy completamente pubblica),Twitter ha il vantaggio di connettere gli utenti di tutto il mondo che possono tranquillamente dialogare tra loro senza seguirsi a vicenda.

Un bel vantaggio soprattutto se si usassero hashtag tematici(come ho fatto io) ma che in realtà non è sfruttato dagli stessi utenti poco propensi a dialogare tra loro.

Dunque oltre alle classiche difficoltà di utilizzo della piattaforma,il vero problema di questo social è individuabile nell’interazione tra gli utenti. E senza engagement un network non è appetibile sia per i singoli individui che lo troveranno triste e noioso sia per le aziende che non potranno vendere i loro prodotti e/o servizi o attuare strategie ad hoc per la crescita della brand awareness.

Inoltre in questi giorni è stato lanciato l’hashtag #SaveTwitter dove il popolo di Twitter ha cercato di suggerire novità interessanti che potessero rilanciare la piattaforma. Si vocifera che Twitter sarà chiuso a breve ma posso già tranquillizzare tutti che ciò non accadrà in quanto ad oggi i cinguetti rappresentano un modo alternativo per diffondere le notizie in tempo reale.

E allora cosa ci attende?Valutata un po’ la situazione economica-finanziaria dei media digitali prevedo un colpo grosso di Google.

Il social di Mountain View ha conquistato lo scettro di regina delle aziende digitali e potrebbe acquistare Twitter e Yahoo. Il primo per continuare a diffondere news ed informazioni in tempo reale,il secondo per Flickr in modo tale da ostacolare l’ascesa di Instagram. E se ciò avvenisse rappresenterebbe una svolta epocale per il web e per il social media marketing in quanto gli scenari economici sarebbero caratterizzati da un duopolio che ostacolerebbe l’accesso di nuove piattaforme in un mercato sempre più complesso.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

11 thoughts on “Il vero problema di Twitter?Le interazioni.”

  1. Esperimento interessante, Angelo 🙂

    Credo che un ostacolo importante all’interazione su Twitter sia il limite dei 140 caratteri, che rende difficile uno scambio articolato (e con buona pace dei MP, che temo non siano utilizzati spesso).
    Va detto che Twitter può consentire un approccio istantaneo, superficiale se vogliamo, che però può essere appronfondito in altra sede – ad es., io posso semplicemente RTare questo tuo post, ma poi commentarlo direttamente su WordPress.

    Sarebbe interessante (anche se complicato) tracciare le interazioni in una prospettiva cross-socialmedia (ohibò): Twitter potrebbe risultare così una semplice “notifica” di un contenuto interessante, che poi si provvede eventualmente a commentare/condividere su altre piattaforme maggiormente interattive (FB, Google+, LinkedIn ecc.).

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    1. Sul limite dei 140 caratteri,ti do ragione non è semplice sintetizzare un pensiero in pochissime battute ma visto che hanno introdotto il cuoricino penso che il mi piace di Facebook e il like su Twitter siano ormai allo stesso livello. Il Rt equivale alla condivisione manca dunque un supporto ai commenti ma nonostante ciò anche i like e Rt sono molto esigui. C’è proprio un problema a creare relazioni tra i singoli utenti

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  2. scrivo#deriveditwitter dal 2013. la puzza dello scivolone l’ho sentita molti anni fa. da essere un social dai contenuti interessanti, news lanciate prima dell’ANSA, adunate di popolo e rivolte, è diventato la brutta copia di FB. perché? perché gli utenti, tutti feisbucchiani fatto salvo per l’uso di pseudonimo, RT soltanto i propri amichetti o persone che stanno loro simpatiche, non badando più al contenuto ma a chi lo digita. inoltre condividono le stesse cose che su FB: rutti del bimbo, gatti, cani e poesiole.

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  3. Il tasso di interattività di Twitter è fisiologicamente basso da sempre. Per questo le Twitter Ads costano e rendono il giusto. Mi pare di intendere circa un 7% di interattività (su 100 raggiunti, 7 interagiscono in qualche misura).
    Il tempo di permanenza su Twitter è di circa 3 ore, e in questa finestra temporale sarà connesso circa il 15% dei follower… sempre che siano tutti interessati al tuo messaggio. Statistiche da SocialRazor e CoSchedule. Quindi, per media matematica, se hai 1000 follower e in un idillio sono tutti interessati, il tuo tweet lo vedono in 150 e interagiscono in 10. Sempre che il tweet sia interagibile, non condivido una affermazione, ma una risorsa utile si. Le mie statistiche confermano. Per questo si gioca al rialzo moltiplicando i follower (comprandoli anche) e usando lo scheduling. Con 50.000 follower e più tweet al giorno cerchi di intercettare più utenti e mandarli alle vere risorse che linki. Queste le cifre, la logica conseguente è che Twitter è diventato il paradiso degli infomarketer, che sono la nicchia più interattiva e furba del web (dovendo guadagnarci, spremono il sistema). Sparano link automatizzati a una valanga di aspiranti milionari, con traffico di rientro.
    Secondariamente hai il Twitter politico, e quello non ha interazione per motivi fisiologici.
    Allo stato attuale considerare Twitter uno stream rss più carino a vedersi rende bene la natura del media. Anzi, le fascette che scorrono in basso, durante i telegiornali. E con quelle non interagisci.
    Twitter ha bisogno di essere salvato? Forse ha bisogno di non essere sopravvalutato. Per le chiacchiere troviamoci in strada, è più salutare.

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    1. Ciao è un piacere ricevere un commento cosi dettagliato da parte tua. Sono d’accordo sull’advertising a pagamento che è molto più utile di quello organizzato su Facebook. Concordo anche sull’aspetto numerico che poi condiziona quasi tutti i social,salvo i profili personali su Facebook. Chi ha più follower automaticamente ottiene risultati più soddisfacenti. Concordo anche che Twitter sia un stream rss ma vorrei porti una considerazione:in ambito del social media marketing le aziende e i liberi professionisti hanno il dovere di costruire community molto forti attraverso le relazioni. Secondo te in questo momento tutto ciò è possibile?

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