Numeri o relazioni:un vero influencer cosa sceglierà?

Su Instagram tanti utenti sono convinti che è sufficiente avere un numero ampio di seguaci per essere un influencer. Ma è davvero cosi?

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Numeri o relazioni_un vero influncer cosa sceglierà?

Grazie al web ho conosciuto tantissime persone con cui dialogo piacevolmente. Spesso discutiamo di social media e di blog ma alcune volte capita che ci scambiamo idee e suggerimenti inerenti alle nostre vite private.

Facebook,supportato spesso da Messanger,è il luogo digitale dove avvengono le nostre conversazioni e anche ieri ho avuto l’occasione di scambiare alcune battute con un mio amico blogger conosciuto proprio attraverso internet.

Dopo aver parlato del più e del meno ci siamo concentrati su Instagram e sul ruolo degli influencer all’interno della piattaforma.

In base alla definizione dei guru del marketing di impresa, gli influencer sono tutte quelle persone che sono in grado di condizionare le scelte dei propri seguaci. Sulla definizione nessuna obbiezione da parte di entrambi,ma gli animi si sono surriscaldati quando ci siamo soffermati sui numeri che plasmano questa nuova figura del web. Secondo lui un influencer è colui che ha un grande numero di seguaci ma segue allo stesso tempo un numero ristretto se non ristrettissimo di persone. Io non sono d’accordo con questa affermazione e per questo motivo ho deciso di elaborare un articolo che vada ad evidenziare le abilità di un vero influencer.

Per me un influencer è colui che non si concentra esclusivamente sul numero di follower ma si sofferma anche sulle relazioni.

Su Instagram ma anche su qualsiasi altro social network le relazioni sono fondamentali per costruire community forti e coese e per far ciò è necessario che un influencer abbia la capacità,la pazienza e la volontà di dialogare e/o interagire con i propri follower. Un like,un commento o un messaggio possono essere elementi indispensabili per costruire la propria community.

Come ho già ribadito più volte,il marketing non è fatto più di numeri ma di relazioni. Le relazioni sono essenziali per condurre un follower ad una determinata azione o per trasformarlo in un cliente soddisfatto. Se tutto ciò non fosse possibile si parlerebbe ancora di marketing unidirezionale che è stato accantonato con la diffusione dei media digitali.

Inoltre alcuni giorni fa mi hanno aggiunto su Instagram due influencer molto noti. Costoro incrementano il numero di follower con la classica tecnica del like-dislike senza costruire relazioni o quant’altro.

Peccato che chi si concentra esclusivamente sui numeri dimentica che c’è un’altra categoria di utenti che può permettersi tutto ciò,ovvero i vip. E finché un influencer si concentrerà solo sui numeri e non sulle relazioni resterà solo una meteora del digital marketing.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

29 thoughts on “Numeri o relazioni:un vero influencer cosa sceglierà?”

  1. Ciao Angelo, trovo molto interessante questa riflessione. Sulle relazioni sono d’accordissimo con te. Credo siano l’anima di un buon marketing.
    Purtroppo però è vero anche che spesso gli influencer non fanno che puntare sulla quantità. Quello di cui parli tu è un buon influencer. Ma quanti ce ne sono in realtà?
    Il più delle volte, a mio avviso, la qualità di contenuti degli influencer lascia spesso a desiderare, non trovi?

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  2. Condivido le tue idee, anche se a primo impatto i numeri fanno la loro parte! Ovvero, se vedo un nuovo profilo con 100 followers penso che sia un piccolo privato, se ne vedo uno con 5000 penso che sia uno un po’ più affermato. Certo d’altra parte, è possibile, anzi, altamente probabile, che i 5000 followers siano fasulli e non portino a concludere alcun affare, se non quello di impressionare un po’.
    Io su face ho un po’ sponsorizzato, mentre su instagram per niente, e alla fine, vedo più risultati sul secondo!
    Certo, l’emotional marketing non è facile, ma di certo è la strategia migliore!

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    1. Su Facebook è difficilissimo emergere a prescindere dalle sponsorizzazioni. Se hai una paginetta locale è meglio puntare su altro. Ormai Facebook è l’habitat per i grandi marchi che possono investire bei soldini in ogni post. Instagram ha il vantaggio degli hashtag ma secondo me anche li prima o poi ci sarà la rivoluzione dell’algoritmo e poi saranno dolori per emergere. Ma intanto godiamoci il momento.

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  3. Ciao Angelo , sono mamma multitasking e non ci sono ne su Instagram e Tuitter , però ho tre blog , ci sono su Feisbuk, su Gugell plas , e su Pinterest . La tua riflessione è realistica . I due blog che ho su piattaforma di WP hanno molti follower e sommando entrambi i due blog ho quasi 6000 iscritti , invece il blog che ho su piattaforma di iPage ha solo 40 follower ma ogni giorni ricevo moltissime visite , rispetto ai due blog di WP. Nonostante che ho tanti follower il mio primo ibook che ho pubblicato due giorni fa non è che ha ricevuto molti compratori 😀 Preferisco avere pochi followers ma che ci sia uno scambio di commenti e opinioni , altrimenti ricevere solo like sarebbe un social morto .Un sorriso 🙂 Viola

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    1. Mi fa piacere che la pensi come me mia cara Viola. Per quanto riguarda gli ebook,io sono un po’ scettico su questa forma di libro perchè credo che la maggior parte delle persone preferisca la versione cartacea naturalmente valorizzata con un’ottima strategia di marketing. Ma magari con il tempo verranno apprezzati.

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      1. Caro Angelo, per una volta permettimi di dissentire su una tua affermazione.

        L’eBook, ovviamente, non sostituirà mai completamente il libro cartaceo a meno che, per salvare il Pianeta non si decida di eliminare la carta stampata. Però, è un ottimo veicolo per trasferire informazioni e nozioni.

        Il tutto sta nel promuovere bene e con una giusta strategia il proprio libro.

        Comunque, dell’importanza dell’eBook che permette a tutti di autopubblicarsi e quindi rende più democratica la diffusione della cultura si è accorto pure il legislatore che nel 2015 ha abbassato l’IVA dal 22% al 4% su tutti gli eBook dotati di numero ISBN.

        Eliminando, quindi, il divario che c’era, da un punto di vista fiscale, tra il libro fisico e quello elettronico.

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      2. Il problema Federico sai qual è? Tutti scrivono ebook per la facilità di pubblicazione, ma poi la qualità lascia a desiderare. In questo periodo ho scaricato alcuni ebook davvero pessimi di blogger molto noti e questo fa capire che la quantità non valorizza la qualità.

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      3. Caro Angelo, condivido con te l’opinione che molti blogger famosi scrivono degli ebook banali o, addirittura, pessimi.

        Bisogna, però, distinguere tra ebook gratuiti che fungono da Lead Magnet e quelli a pagamento.

        I primi, per loro natura, non vanno in profondità quando analizzano un argomento perché il blogger in questione lo utilizza come esca per aumentare il numero degli iscritti alla sua mailing list.

        Gli ebook a pagamento, invece, sono un prodotto che si rivolge ad un pubblico eterogeneo all’interno del quale ci possono essere persone esperte come te oppure dei neofiti.

        Per questo motivo il blogger utilizzerà un linguaggio non troppo complesso e tecnico per cercare di pescare in un bacino più ampio possibile.

        Ma se la qualità del prodotto sarà pessima i primi a rimetterci saranno i blogger stessi poiché come si dice dalle tue parti “Ccà nisciun è fesso”.

        E al successivo ebook i miei soldi non li vedranno più.

        Come sai, di recente, assieme ad un professore di marketing ho pubblicato un ebook.

        Ma noi avevamo già i compratori: i suoi studenti.

        Essendo un manuale in preparazione di un esame universitario abbiamo potuto utilizzare un linguaggio più tecnico.

        Inoltre, l’ebook si basava sugli appunti preparatori delle varie lezioni tenute dal professore nel corso degli anni, oltre alle mie integrazioni che si basavano su uno studio che porto avanti da 5 anni. Quindi c’era tutto un grosso lavoro accademico alle spalle.

        Inoltre, per noi la sua pubblicazione è stato un MVP (Minimun Valuable Product). Infatti, erano anni che il Prof. Orlandi ed io volevamo pubblicare un libro che esponesse le nostre teorie. Se non ci fossimo decisi a creare un primo prodotto anche se non perfetto, avremmo procrastinato in eterno.

        Ora, che lo abbiamo fatto, stiamo già valutando di pubblicarne una seconda edizione in cui approfondiremo alcuni temi che ci è sembrato di non aver trattato con la dovuta profondità, pur non risultando banali o scontati visto che abbiamo ottenuto pareri positivi dal mondo accademico e dell’impresa.

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      4. Del tuo ebook(anzi vostro)non avevo dubbi visto che sei bravissimo a descrivere la tua professione,ma la mia critica andava verso coloro che distribuiscono ebbok sia a titolo gratuito che a pagamento promettendo la luna. Mi è capitato due mesi fa di essere contattata da una blogger su Facebook. Mi proponeva il suo ebook sulle tecniche di vendita promettendo guadagni stellari. Il prezzo non era eccessivo(sui 7 euro)ma gli argomenti non erano attinenti in modo stretto con la mia professione visto che non sono un commerciale(almeno per ora). Ho spiegato le motivazioni del mio no,ma questa persona ha continuato ad insistere,insistere ed insistere fino a quando ho chiuso la conversazione.
        Questo suo atteggiamento e la scarsa qualità di alcuni ebook sia gratuiti che a pagamento mi hanno lasciato perplesso su questa forma di Personal branding che è favolosa ma sta venendo sminuita da personaggi poco raccomandabili.
        Ma naturalmente tu non centri in questo discorso visto che nel campo universitario gli ebook spesso diventano libri cartacei da conservare per sempre.

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      5. Caro Angelo,

        a mio parere, due sono stati gli errori commessi dalla nota blogger che ti ha contattato.

        1) non aveva profilato il suo cliente ideale.

        2) ha promesso guadagni stellari. Statistiche alla mano solo il 10% di chi acquista un libro o un corso applica i suoi contenuti. Poi bisogna vedere il grado di comprensione dei singoli lettori o corsisti.

        Detto questo, mi sa che non era una grande venditrice visto che ti ha fatto irritare costringendoti ad interrompere la conversazione. 🙂

        Deve tornare a ripassare i fondamentali.

        A questo punto, dovresti contattarla per vendergli una tua consulenza su come si fa marketing e comunicazione.

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      6. Magari migliorerebbe le sue conoscenze. Ti voglio fare una domanda:perchè non scrivi un libro sul business designer?Il materiale che hai messo a disposizione sul blog è di ottima qualità e potresti trasformare il tutto in un bel libro da leggere.

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      7. Caro Angelo, ti ringrazio per i complimenti. Sono molto graditi.

        In effetti ho già preparato una traccia di un libro sulla professione di Business Designer.

        Al momento l’ho accantonato poiché sto fondando una Startup e quest’ultimo impegno, ovviamente si somma agli altri che sto portando avanti.

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  4. Influencer? No grazie !!

    Oggi come oggi questa definizione è ormai sputtanata, tutti si definiscono influencer solo perché hanno la famosa K , ma non hanno niente dell’influencer. L’influencer è colui che costruisce una community, che interagisce con i propri followers e che riesce a far passare un proprio pensiero.

    Come dice Rudy Bandiera anche il macellaio sotto casa può essere un influencer quando ti consiglia di comprare un certo tipo di carne.

    Instagram…..Instagram… bisognerebbe scrivere un post tutto suo per descrivere la fogna che sta diventando, troppa gente esaltata che si sentono degli artisti perché hanno più 1000 followers (che poi tocca vedere come è stata ottenuta). Su Instagram più aumentano i followers e più diminuisce l’interazione (di solito queste persone non mettono mai like e ne rispondono ai commenti lasciati sotto le proprie foto).

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    1. Quoto tutto ciò che hai scritto. Un vero influencer non bada solo ai numeri ma si concentrerà sulle relazioni. Su Instagram alcuni sembrano dei Guru ma poi guardi i loro profili:assenza di like,interazioni minime e soprattutto crescita del profilo taroccata da qualche stratagemma

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