I sapientoni”anonimi”vanno affrontati a muso duro.

I sapientoni navigano da un blog ad un altro per denigrare il lavoro altrui. Spesso il loro atteggiamento diventa provocatorio soprattutto quando non hanno il coraggio di firmare il loro intervento.

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nerd

Chi ha un blog e/o condivide pensieri ed idee sui social network ha sicuramente incrociato, almeno una volta nella sua vita,un sapientone del web.

I sapientoni insieme ai “cuggini” sono le due figure mitologiche più importanti di internet. Mentre il “cuggino” di turno si limita a gestire i profili aziendali dell’impresa di famiglia con la sua creatività farcita di gattini ed immagini a bassa risoluzione,i sapientoni navigano da un blog ad un altro per denigrare il lavoro altrui e per illustrare a tutti noi le loro conoscenze che spesso sono alimentate da nozioni estrapolate su Wikipedia.

Pur rispettando l’enciclopedia più grande del web,non credo che sia sufficiente un trafiletto pubblicato da qualche utente per consentire ad ognuno di noi di essere preparato in settori che non ci competono.

Questa analisi è nata venerdì scorso(19 febbraio n.d.r.)quando sul mio blog è comparso uno dei tanti sapientoni che rompono gli equilibri mentali di qualsiasi blogger.

L’utente mi ha lasciato un commento su un vecchio articolo inerente alla Pepsi e alle patatine Lays(leggi qui)dove illustravo una strategia di comarketing messa in atto nel territorio canadese da questi due brand.

Il sapientone non si è soltanto limitato a commentare o ad esporre le proprie idee ma avuto anche il coraggio di mettere in dubbio le mie conoscenze dicendo che si scrive tanto per…riempire il blog.

Il sapientone si era informato mediante classica ricerca effettuata sul web che la Pepsi e le Lays sono controllate dallo stesso gruppo aziendale e dunque per lui non si poteva parlare di comarketing perché erano gestite dallo stesso management.

Alla lettura di questo commento,i neuroni del mio cervello sono saltati e il mio self control è andato un attimo in pensione.

Ho risposto con toni poco eleganti ma quando qualcuno denigra il lavoro altrui è doveroso farsi rispettare. È impensabile che due marchi controllati dallo stesso gruppo siano la stessa cosa. È come se dicessimo che il marchio Ferrari e quello Fiat siano identici. Roba da far rabbrividire anche un tirocinante alle prime armi. Ogni azienda ha i suoi valori,la sua mission,la sua vision e soprattutto il suo target.

Il sapientone si è dimenticato che nel campo aziendale esistono anche i cosiddetti product brand che sono entità autonome e separate dal brand madre e soprattutto che il comarketing non va confuso con il cobranding. Il primo non è altro che una strategia di comunicazione messa in atto da due marchi diversi(appartenenti anche allo stesso gruppo aziendale)mentre il cobranding non è altro che la realizzazione di un prodotto che ha due marchi alle spalle. Ve la ricordate la Philadelphia al gusto Milka?Una zozzeria di prodotto ma che rappresenta l’esempio più pratico di cobranding.

Il sapientone,non contento,ha specificato che la strategia era stata messa in atto anche in altre nazioni. Anche questa poteva essere una giusta osservazione se non fosse che le immagini postate nell’articolo erano specifiche del Canada.

In ultimo ho sottolineato come un confronto leale si basi soprattutto sulla trasparenza delle informazioni. Il sapientone non aveva né nome né cognome in bella evidenza ma si era firmato con un semplice Jack. Dietro a quel nome si poteva nascondere chiunque e dunque senza una vera identità le sue parole restavano soltanto aria fritta per il web.

Per questo motivo quando un sapientone si firma con un pseudonimo è giusto che venga affrontato a muso duro in quanto internet ha bisogno di gente che sappia dialogare,confrontarsi e comunicare con lealtà,sincerità e trasparenza.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

24 thoughts on “I sapientoni”anonimi”vanno affrontati a muso duro.”

  1. A me è capitato di avere un paio di sapientoni che hanno commentato in maniera arrogante sul mio blog, ho cercato di rispondere in maniera sufficientemente educata ma un po’piccata, come del resto hai fatto tu. Del resto, sarebbe bastato utilizzare un tono meno saccente e sostenere la propria posizione in maniera discorsiva, dando vita ad un confronto e non ad uno scontro.

    P.S. mi permetto di dire che forse la parola che ha creato un po’di confusione è il termine “alleanza strategica”, che tu stesso in effetti hai messo tra virgolette. Sono d’accordissimo che abbiano scelto di fare un’operazione di co-marketing, ma non la definirei un’alleanza, dal momento che appartengono allo stesso gruppo.

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    1. Ma le virgolette le ho usate di proposito per far capire che il termine non è appropriato ma in quel contesto lo trovavo perfetto per delucidare l’iniziativa.
      Le virgolette servono anche a questo.
      Comunque hai ragione con toni meno arroganti sarebbe stato un confronto e non uno scontro.

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      1. Hai ragione Angelo, io avevo intuito il significato delle virgolette, ma ormai mi sono reso conto che spesso chi legge non recepisce le finezze anche della scrittura. E quindi ecco che nascono le discussioni.

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      2. Sono assolutamente d’accordo. Ma si ritorna ad una questione che più volte ho posto a me stesso: le persone che leggono il mio (nostro) blog sono consapevoli di tutto il lavoro che ci sta dietro alla redazione e pubblicazione di un blog? Domanda retorica, ovviamente…

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  2. Caro Angelo,

    con stupore apprendo dell’ingiusto attacco che ti è stato fatto.

    Ingiusto perché proditorio, in quanto nascosto dall’anonimato, e per il fatto che il tuo interlocutore non si è preso nemmeno la briga di leggere gli altri articoli che hai scritto o di visitare i vari profili social in cui applichi varie strategie di comunicazione.

    Se si fosse premurato di fare questa piccola ricerca, avrebbe capito di trovarsi di fronte ad un professionista di alto profilo non ad un improvvisatore che riempe i post di vuote parole.

    Detto ciò, in questi casi vale la regola che Donald Trump cita nel suo libro “Pensa in grande e manda tutti al diavolo” e cioè rispondere sempre a muso duro per far capire che non c’è trippa per gatti e che non sei una persona che lascia correre certe cose.

    Un abbraccio,

    Federico

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    1. Il tuo commento mi ha strappato un sorriso enorme e mi ha dato prova che spesso dietro l’anonimato si nascondo persone di poco conto. Concordo con Trump che nonostante non sia un stratega della comunicazione è riuscito a farsi largo attraverso la sua grinta e il suo carattere non proprio docile.
      Un abbraccio amico mio.

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  3. gestire un blog, soprattutto come il tuo, di “servizio”, nell’accezione più alta del termine, non è per niente facile. Anche il semplice trasporre in video le proprie emozioni sottende un lavoro interiore alquanto impegnativo, immaginiamoci quanto sia complicato e laborioso un blog in cui il tratto caratteristico e caratterizzante è la condivisione di aspetti prettamente “tecnici”e mirati come il tuo. Purtroppo la predisposizione alla denigrazione e alla polemica casareccia è a portata di tutti : social docet!!! In pochi ci si sofferma a “leggere”, una sbirciatina, oppure un like e tanti saluti, e va già bene considerato i sapientoni di cui parli. Per me sei un grande Angelo, io che di marketing so appena scrivere il nome mi soffermo volentieri sui tuoi articoli e cerco d’imparare, anche se a volte mi tocca fare un giro sul web per dare un senso ad alcune denominazioni che usi 😉 . Un caro saluto e continua così!

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    1. Grazie per le belle parole che hai speso nei miei confronti,purtroppo ciò che è successo a me potrebbe succedere a chiunque ed è giusto preparare psicologicamente chi mi segue.
      Per quanto riguarda i termini,a volte esagero,ma sto cercando di trasmettere pian piano il mio sapere a tutti voi. Da oggi ti chiamerò Sarino che è un diminutivo molto carino. Mi piace.

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      1. sarà perchè anni fa sono incappata in una banda di troll quando da Windos Live i blog sono passati alla piattaforma WordPress e loro potevano scorazzare a piacimento e seminare insulti sui post altrui, il problema che non essendo abbastanza esperta ho “dato da mangiare ai troll” cioè perdere tempo con loro in lunghissime ed inutili discussioni, su wordpress è più difficile perchè un commeto non lo puoi più eliminare e poi con la moderazione puoi farlo scomparire sul nascere, cosa che sto facendo ne guadagno in serenità e ” loro” i sapientoni troll schiattano di rabbia repressa :D.

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