Il problema delle segnalazioni premeditate per chi opera su Facebook(e non solo).

Su Facebook,le segnalazioni volontarie e premeditate sono diventate un problema per tutti gli utenti. Come è possibile eliminare questo problema?

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Matteo Bianx e Lercio non hanno niente in comune se non di essere stati segnalati dagli utenti di Facebook per contenuti inappropriati.

Il blogger era stato segnalato(un mesetto fa)dal popolo di Facebook per aver condiviso sul proprio profilo personale un riassunto,in versione comica,del film “cinquanta sfumature di grigio”,mentre l’account di Lercio è stato bloccato per 24 ore per aver pubblicato un articolo(satirico)che violava le normative del social network più famoso al mondo.

Entrambe le vicende appaiono paradossali visto che i contenuti erano caratterizzati dall’ironia ma a quanto sembra anche l’umorismo può essere oggetto di censura sulle piattaforme digitali soprattutto se quel post fosse segnalato da più persone.

Questo meccanismo rappresenta ad oggi un pericolo per tutti noi in quanto è sufficiente una segnalazione di massa per vanificare il lavoro svolto.

Naturalmente non critico le segnalazioni di foto pornografiche e/o di tutti quei contenuti razzisti ma di tutte quelle azione premeditate che hanno l’obiettivo di ostacolare il nostro lavoro.

Inoltre Facebook e gli altri social network hanno un servizio assistenza obsoleto visto che le informazioni contenute nel centro informativo digitalizzato sono scarne e spesso inutili per risolvere i problemi degli utenti. Inoltre quando un contenuto viene segnalato non vengono spiegate le motivazioni che hanno indotto lo staff a bloccare quel profilo o a bannare quel post.

Una vicenda analoga è capitata anche a me,ma non su Facebook ma bensì su Pinterest. Anche li le informazioni erano minime e nonostante non avessi pinnato foto volgari sono stato informato che il mio account era sotto segnalato. Alla lettura di quel messaggio ho avuto paura che il mio lavoro potesse essere distrutto da segnalazioni volontarie e premeditate.

Ed ecco che il problema delle segnalazioni si sta affermando prepotentemente sui social network. È un problema che interessa sia coloro che usano queste piattaforme per lavoro sia per tutti quegli utenti che usano i social per scopi puramente ludici e di intrattenimento.

Per garantire una corretta fruizione del servizio è necessario che tutti i social migliorino l’assistenza clienti attraverso una delegazione delle funzioni a soggetti umani e non robotizzati. Solo in questo modo si potranno evitare situazioni paradossali come quella di Matteo e di Lercio.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

6 thoughts on “Il problema delle segnalazioni premeditate per chi opera su Facebook(e non solo).”

  1. Secondo me la segnalazione di contenuti non appropriati è giusta però no come è gestita adesso, ma la dovrebbero gestire come nel calcio. Mi spiego, pubblichi qualcosa che non va bene e uno o più utenti segnalano questa cosa a Facebook.

    Facebook verifica e poi ti avvisa che hai tempo 3 ore per rimuovere il post segnalato e il tuo profilo se la cava con una ammonizione. Se passate le 3 ore non hai rimosso il post allora ti becchi il rosso e rimani bloccato per 30 ore, se invece levi il post prima delle 3 ore e poi dopo qualche tempo pubblichi nuovamente qualcosa di non appropriato e vieni segnalato allora a questo punto arriva il cartellino rosso e rimani bloccato per 1 mese.

    Questa potrebbe essere una soluzione, comunque Facebook ti deve dare la possibilità di replicare ed eventualmente riparare al tuo errore.

    My Two Cents

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  2. La cosa più sconcertante, al di là della censura giustificata o meno, è il fatto che il nostro lavoro, come anche il nostro pensiero, siano sempre nelle mani degli altri che ne sono giudici insindacabili. Un contenuto inappropriato, specie se esageratamente volgare, è giusto che sia oscurato ma, come dice Mr Tozzo, andrebbe sempre data una giustificazione oltre che la possibilità all’autore di porre rimedio. Se non ricordo male, un tempo andava proprio così anche su youtube. Ma oggi siamo tutti figli della finta era social, dove una gran parte degli internauti sono apatici asociali professionisti, e dove conta più un like che dover giustificare le nostre azioni di disturbo. Un abbraccio.

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    1. Caro amico mio hai proprio ragione,ormai i nostri pensieri sono nelle mani di questi soggetti che si divertono ad ostacolare le idee di tutti noi. È ora che ci sia una svolta in tal senso e come ha suggerito Andrea è necessario che ci sia la possibilità di giustificare un contenuto.
      Un abbraccio

      Liked by 2 people

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