Le 5 richieste più assurde ricevute da un consulente di web marketing.

Quali sono le richieste più bizzarre ricevute da un consulente di digital marketing?

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Le 5 richieste più assurde ricevute da un consulente di web marketing

Soddisfare un cliente non è mai semplice soprattutto se quest’ultimo è sicuro di conoscere tutti i segreti del digital marketing.

Infatti spesso chi riceve una consulenza propone idee e suggerimenti che potrebbero risollevare il business aziendale. Ma se ogni idea fosse vincente,la figura del consulente non avrebbe ragione di esistere e tutti sarebbero capaci di vendere prodotti e/o servizi al miglior prezzo di mercato.

Ma in realtà il mercato digitale è più complesso di quanto si pensi e a volte è sufficiente un singolo errore per causare danni irreversibili o generare strategie fallimentari.

Tra le idee più stravaganti che sono state proposte o suggerite in questi anni,ce ne sono alcune che non tramonteranno mai e che possono essere sintetizzate in questi cinque punti:

1)Voglio essere primo su Google in solo tre mesi per tutte le keyword.

Arrivare primo su Google non è mai semplice anche quando hai un sito internet con blog aziendale,figuriamoci se vuoi essere primo nel giro di tre mesi, sul più importante motore di ricerca,con un sito vetrina che dovrà essere indicizzato per tutte le parole chiave.

Questa non è un’idea ma una follia di chi pensa che fare Seo sia più semplice di quanto si pensi. Invece le variabili che caratterizzano l’indicizzazione e il posizionamento di una pagina web sono tante(circa 200 fattori)e spesso alcune sono ignote anche ai professionisti del web. Inoltre bisogna tener conto anche della concorrenza che potrebbe investire denaro nei risultati a pagamento che saranno visualizzati per prima da Google.

Dunque se vuoi essere primo sul motore di ricerca di Mountain View per tutte le keyword, con un sito vetrina e in solo tre mesi,dovrai spendere tempo e denaro per scalare posizioni su posizioni,ma naturalmente ogni cliente che si rispetti è sempre senza budget.

2)Lanciare un ecommerce con 300 euro.

Alcuni mesi fa mi sono recato presso un’officina locale per sostituire le gomme della mia auto quando all’improvviso si è avvicinato il titolare dell’azienda chiedendomi un consiglio su come migliorare la propria attività. La sua idea era quella di realizzare un ecommerce,con servizio clienti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con un budget iniziale di 300 al massimo 400 euro. La mia reazione è stata evidente:bocca ed occhi spalancati per lo stupore di una cifra troppo bassa per un’attività complessa come quella degli ecommerce.

I dati italiani sul commercio digitale sono impietosi:il 95% delle attività digitali chiude dopo un solo anno per assenza di vendita o per vendite limitate. Invece alcuni casi sono stati emblematici per lo sperpero di denaro. Ad esempio un’agenzia di comunicazione ha creato un ecommerce con 14000 euro e ha generato in un anno una sola vendita. Strategia fallimentare per chi l’ha creata e per chi ha investito quella somma.

Il prezzo minimo per creare una piattaforma ecommerce è di 1000 euro ma la cifra subirà delle variazioni in base ai prodotti da collocare sulla piattaforma. Inoltre a questa somma bisogna aggiungere un budget mensile da destinare alla pubblicità digitale e al servizio clienti. Quindi prima di mettere in pratica un’idea,bisogna stabilire un budget adeguato agli obiettivi prefissati.

3)Utilizzare le immagini di Google.

Quando si crea un sito internet o un post da pubblicare sui social,si ha bisogno di immagini ad alta risoluzione e non tutelate dai diritti d’autore. La soluzione ideale sarebbe quella di scattare delle foto della sede o del prodotto da pubblicizzare o in alternativa comprarle direttamente da internet,ma questo implica dei costi aggiuntivi che il cliente non può e non vuole sostenere. Allora la maggior parte di loro suggerisce di scaricarle gratuitamente da Google immagini. Ma come è possibile che nessun professionista ci abbia mai pensato?Un archivio di foto di piccolissime dimensioni,tutelate dai diritti d’autore e spesso modificate con Paint possono far gola al classico “cuggino”di turno.

Mi dispiace per questi clienti,ma Google immagini non è adatto per chi vuole lavorare seriamente.

4)Pubblicare su Facebook un post all’ora.

La richiesta farebbe rabbrividire anche il peggior spammer del mondo in quanto postare la stessa promozione nell’arco di una giornata creerebbe un malcontento tale da indurre i follower a non seguire più quella determinata pagina.

Lo spam è morto da tempo e le pagine aziendali vanno gestite mediante calendario editoriale,idee e creatività ma secondo alcuni clienti solo con la frequenza della pubblicazione(ogni ora n.d.r)si supererà la barriera dell’invisibilità.

5)Gestire una pagina aziendale mediante profilo privato.

Abbiamo impiegato anni ed anni ad elaborare articoli sull’utilità di aprire una pagina Facebook e ci sono ancora clienti convinti che un profilo privato sia la miglior soluzione per un’azienda. Peccato che Mark Zuckerberg non la pensi come voi e che bloccherà il vostro profilo appena si renderà conto che quell’account non è una persona fisica ma un’attività commerciale. Ma logicamente chattare,postare immagini senza senso e avere 5000 amici aggiunti a caso è molto più divertente di una pagina professionale gestita con un criterio logico.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Scrivo post velenosi ma veritieri.

11 thoughts on “Le 5 richieste più assurde ricevute da un consulente di web marketing.”

  1. C’è da tenere conto anche della concorrenza, che su internet è infinita rispetto a quella di un mercato locale e prima di fare della buona pubblicità bisognerebbe realizzare un’idea vincente di prodotto che sappia essere qualitativamente migliore, ma allo stesso tempo competitivamente soddisfacente per avere successo. Un’azienda inoltre dovrebbe dapprima vendere l’idea che quel prodotto necessiti nella vita quotidiana, creare una linea che lo caratterizzi, una serie di qualità che altri possiedono e solo allora potrà proporre un bene che sia all’avanguardia e che lo contraddistingui dagli altri. Se si vogliono fare soldi facilmente basta giocare all’enalotto… Ed il gioco è fatto.

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      1. Ad esempio mio fratello assieme ad un amico hanno aperto un e-commerce per prodotti di cosmetica. Sono prodotti che (te lo dico in formato anonimo) comprano all’ingrosso a lotto e li rivendono a prezzi da salone, 3, 4 volte in più. Sono prodotti simili a quelli venduti a livello commerciale ma sono due anni almeno che stanno studiando una filosofia per realizzare un brand di nicchia, che faccia differenziare questo prodotto da quello comunemente commercializzato al supermercato. Eppure hanno gli stessi principi, ma hanno fatto scuola con il caso di Jobs. Un telefono apparentemente inutile (che te ne fai, tu, ragazzino di 14 anni, di un telefono dalle mille applicazioni) ma che pare possa servire per una serie indefinita (ed inutile) di servizi…. Ottimo (dal mio punto di vista) per un imprenditore, ma inutile per un adolescente appena entrato al liceo… Eppure il commercio su tale fronte va…

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      2. Il successo della Apple di Jobs fu proprio nella sua capacità di creare delle aspettative di esclusività in chi acquistava quel prodotto. Infatti le ultime pubblicità non sono state realizzate su questo concetto e già si segnalano dei cali di vendita preoccupanti. Il segreto è saper comunicare.

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