È importante rileggere ciò che si scrive: Il caso del comune di Campagna.

Un errore grammaticale o un errore di traduzione possono influenzare la percezione positiva o negativa del lavoro svolto,soprattutto se l’errore fosse commesso da un ente pubblico.

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È importante rileggere ciò che si scrive

Realizzare un testo per un sito web,per un blog,per una brochure o per una locandina pubblicitaria non è affatto semplice in quanto ogni singola parola può influenzare la percezione positiva o negativa del lavoro svolto.

Basta un errore di battitura o l’utilizzo di parole non pertinenti con il contesto comunicativo per generare ironia e ilarità tra gli utenti della rete. Ma l’ironia è ancora più pungente quando l’errore,o l’”orrore”ortografico, è commesso da un ente pubblico.

Anche gli enti pubblici hanno il diritto di sbagliare,nell’ambito comunicativo,visto che la perfezione non esiste,ma se gli stessi enti assumessero personale qualificato o selezionassero agenzie di comunicazione di assoluto livello,gli errori di battitura e soprattutto di traduzione in lingua inglese si ridurrebbero al minimo.

L’inglese resta un tabù per una buona parte degli italiani. Frasi senza senso(non tutto può essere tradotto)condivise sui social network solo con lo scopo di“beccarsi”qualche like,traduzioni maccheroniche realizzate solo con l’obiettivo di condividere l’ultimo degli aforismi e scenette comiche che farebbero rabbrividire anche un bambino delle elementari.

Un mesetto fa,sono stato a Paestum per il tour #unangeloinviaggio. Tra i templi dell’antica Grecia,c’erano alcuni dipendenti che non sapevano parlare l’inglese. Tra l’incredulità generale, i turisti non capivano le loro traduzioni approssimative e molti, scontenti del lavoro svolto,se ne andavano verso il mare dove la comunicazione è fatta di immagini e non di parole.

Una scena di questo tipo genera ironia,ironia che ha contagiato in questi giorni anche i miei concittadini.

Come ben sapete vivo nella Provincia di Salerno,in un comune chiamato Campagna. Spesso faccio fatica a far capire a chi non vive nella zona che Campagna è un comune e non un area territoriale immersa nella natura. Ma questa è una storia che ci interessa relativamente.

La“mia” città è ricca di storia e tradizioni. Chiese,conventi,eventi e spazzi di street art sono solo alcuni validi motivi per visitare un luogo incantevole e molto ospitale.

Gli eventi più belli sono organizzati in estate ed oltre all’ormai celebre “Chiena”,sponsorizzata sui media tradizionali e digitali,i turisti possono degustare piatti della cucina locale.

Anche quest’anno l’evento culinario è stato inserito con merito nella programmazione estiva. Un evento enogastronomico che però è stato “macchiato”da un erroraccio comunicativo da parte di chi ha elaborato il testo.

Zero errori in italiano ma uno scivolone sulla lingua inglese che farà storia.

Infatti l’evento è stato denominato cookie show e quasi tutti sanno che il termine cookie in inglese indica i biscotti da mangiare. Invece in informatica,la terminologia è usata per indicare la stringa di dati che vengono raccolti dai siti internet per analizzare il potenziale utente(la famosa cookie law che è stata ampiamente trattata su questo blog).

Dunque la parola cookie non è correlata con l’evento in questione e chi ha elaborato il testo forse ha dimenticato che esistono sia il vocabolario che la ricerca su internet per verificare la validità di una parola.

Basta digitare cookie su Google e verificare, nell’area immagini, la correlazione tra parola e oggetto descritto. Un errore grossolano che è diventato in poche ore subito virale.

Ora qualcuno mi dirà ma un errore non può pregiudicare la buona riuscita dell’evento.

Sono d’accordo con questo aspetto,ma nell’era dei social network,ogni evento può diventare internazionale. Infatti è sufficiente installare un programma di traduzione di buona qualità per comprendere ciò che c’è scritto in un sito web o in un blog tematico. Inoltre se un turista leggesse quella locandina,assocerebbe l’evento ad uno spettacolo di biscotti,quando in realtà non ci saranno nemmeno le briciole dei biscotti mangiati a colazione.

Questa è la chiara dimostrazione di come bisogna valutare ogni minimo dettaglio del proprio lavoro. È necessario rileggere all’infinito ciò che scriviamo e rilevare gli eventuali errori con l’aiuto degli strumenti messi a disposizione da Word e se producessimo un post in lingua,possiamo sempre affidarci ad un traduttore professionista oppure mettere in campo le nostre abilità linguistiche con il supporto di un dizionario perché basta poco per commettere uno scivolone linguistico.

Autore: Angelo Cerrone

Vivo una vita reale ed una 3.0. Tutto ciò che passa per le mie mani viene digitalizzato. Sono un digital and social media strategist ma anche un blogger. Autore dell' ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

6 thoughts on “È importante rileggere ciò che si scrive: Il caso del comune di Campagna.”

  1. Ma no, dai. Hanno investito soldi su una “o” in più per ottenere introiti dalla pubblicità virale creata gratuitamente da internet, grazie alle condivisioni. E’ la logica attuale! Farsi pubblicità andando contro senso. Tanto internet ripaga!

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  2. Guarda una volta sono stato a Ponza e una cameriera non riusciva a capire che il turista americano gli stava chiedendo del ghiaccio per la propria bevanda, in quel caso sono dovuto intervenire io per dire alla cameriera quello che il turista voleva.

    Ora su internet errori del genere ti possono penalizzare pesantemente perché, come ben sai, la reputazioni online è tutto e basta veramente poco per farla crollare. Ora anche nel caso del tuo Comune, anche se era un evento offline, potrebbe avere delle ripercussioni online. Tu hai scritto un post analizzando il caso ma altri potrebbero fare una foto e pubblicarla sui vari Social sputtanando l’organizzazione.

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    1. Bravo Andrea,il web può essere una trappola per sputtanare un avversario o un’idea originale(non in questo caso)ma nessuno,o solo pochi,l’hanno capito.
      Nel caso del ghiaccio,le colpe sono del proprietario che durante le selezioni non ha esaminato la lingua inglese sempre più importante per il settore della ristorazione e non solo.

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      1. Vero, il web può essere un’arma a doppio taglio. Per quanto riguarda la cameriera si hai ragione il datore doveva verificare (visto anche che a Ponza trovi più stranieri che italiani), però il problema è anche la cultura che abbiamo.

        La cameriera non aveva 80 anni… avrà avuto al massimo 20 anni, l’inglese lo dovresti sapere…almeno per capire che ti sta chiedendo il ghiaccio.

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